Il virus “stende” il commercio e gli infermieri corrono in soccorso di ristoratori, pizzaioli e baristi

Iniziativa del Nursind: “Una pizza, una colazione o un aperitivo: così diamo una mano a chi oggi è più in difficoltà di noi”. Erozzardi: un appello che arriva diritto al cuore

“A marzo i ristoratori, i pasticceri, i baristi, i pizzaioli e anche i negozi di profumeria hanno donato colazioni, pranzi, cene, creme lenitive agli infermieri che stavano affrontando l’emergenza Covid. I cittadini, i commercianti, loro sì, hanno riconosciuto il sacrificio che stavamo facendo nella guerra al Covid. Adesso, con le nuove restrizioni alle loro attività, ad essere in difficoltà sono loro. Rischiano molto, rischiano anch’essi, in modo diverso, la loro vita è quella dei loro cari. Come noi, sia allora che ancora oggi che siamo ripiombati in emergenza. Gli infermieri non hanno stipendi da favola. Chi meglio di noi lo sa. Ma una pizza, una colazione, un aperitivo (prima delle 18 ovviamente...) finanche una cena da asporto, credo che ce la possiamo permettere. Allora cari colleghi, facciamo questo per chi ieri ci ha donato il proprio affetto e il frutto del proprio lavoro. Ordiniamo pizze, colazioni, cene... Finché possiamo facciamoci anche l’aperitivo. Potrà non essere molto, ma è anche questo un segnale di resistenza e la dimostrazione del nostro ringraziamento e della nostra solidarietà a chi oggi è forse più in difficoltà di noi. Perché lo stipendio di un infermiere non sarà grande... ma il cuore è innegabile che invece lo sia”.

L’esortazione alla solidarietà di Daniele Carbocci e membro del direttivo nazionale insieme ai coordinatori regionali di Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, è diventata virale sui social in poche ore.

“Quando, quel 21 febbraio a Codogno, siamo sprofondati nel buio, quando gli infermieri all’improvviso si sono trovati nudi davanti ad un mostro sconosciuto, quando non c’erano più albe e tramonti, ma una notte infinita, chiusi per giorni dentro gli ospedali, pizzaioli, baristi, pasticcieri, ristoratori, sono stati l’abbraccio caldo quando non era più permessa nemmeno una carezza, hanno donato quello che potevano, e quella pizza fumante dopo giorni senza toccare cibo, è stata un miracolo d’amore”.

Oggi, che gli infermieri ripiombano nell’incubo della seconda ondata, quell’abbraccio lo vogliono restituire.

Nursind, ha lanciato l’iniziativa su Facebook, che in poche ore ha fatto il giro del web: (…) una pizza, una colazione, un aperitivo (prima delle 18 ovviamente). Finanche una cena da asporto, credo che ce la possiamo permettere. Allora cari colleghi, facciamo questo per chi ieri ci ha donato il proprio affetto e il frutto del proprio lavoro”.

“Un appello arrivato dritto al cuore degli infermieri che hanno risposto in massa - lo stipendio di un infermiere non sarà grande... ma il cuore è innegabile che invece lo sia”, conclude Marco Erozzardi, coordinatore di NurSind Umbria.

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