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Martedì, 16 Agosto 2022
Notizie dall'Umbria

Umbria, l'inquilina non paga l'affitto da dieci mesi, la proprietaria si attacca al citofono per un'ora: processata

L'imputata, una 70enne di Bastia Umbra, è accusata di molestie e disturbo: "Prendi i tuoi stracci e vattene da casa mia"

L’inquilina non paga l’affitto e la proprietaria di casa si attacca al citofono per un’ora chiedendo di saldare la somma arretrata.

Una donna di 70 anni, difesa dall’avvocato Vittorio Lombardo, è finita sotto processo per molestie e disturbo per essersi attaccata un’ora al citofono, di notte, per chiedere agli inquilini morosi di lasciare l’appartamento affittato a Bastia Umbra. I fatti risalgono all’estate 2017, ma dopo la prima udienza del febbraio scorso si torna in aula solo oggi.

L’imputata deve rispondere dell’accusa di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone e di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose in quanto avrebbe suonato con insistenza il citofono dalle 4.25 alle 5.30 del mattino del 16 luglio del 2017, svegliando non solo gli inquilini, ma l’intero palazzo. Nel capo d’imputazione sono riportate le frasi che la donna avrebbe detto agli occupanti l’appartamento, marito, moglie e una figlia piccola: “Devi pagarmi dieci mesi di affitto arretrato, raccogli i tuoi stracci e vattene da casa mia e tornatene a Cuba”.

L’affitto non sarebbe stato pagato a causa delle difficoltà lavorative ed economiche che avevano colpito la famiglia. La proprietaria, prima del vibrante intervento notturno, più volte aveva provato a recuperare il denaro che le spettava mediante solleciti telefonici e visite. Nella denuncia, infine, è anche riportato il timore vissuto dalla bambina “che ancora oggi sobbalza ogni volta che qualcuno suona il campanello di casa”. Gli affittuari si sono costituiti parte civile tramite l'avvocato Annalisa Checchè.

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