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La giunta regionale tentenna sul nuovo dg dell'Istituto Zooprofilattico. Prorogato fino al 31 gennaio l'assetto attuale

Sembra che la giunta regionale faccia fatica a trovare una quadra definitiva sulla nomina del direttore generale dell'istituto. Una decisione da condividere con la regione Marche. La scelta di Filippini, direttore generale in pectore e uomo di sinistra, non sembra più così scontata

Da tempo, in regione, c'è fibrillazione per la nomina del nuovo direttore generale dello zooprofilattico sperimentale dell'Umbria e Marche, che andrebbe a completare la rosa degli apicali del comparto sanità.

Ma c'è ancora da attendere. L'ascesa di Giovanni Filippini, attuale direttore sanitario, alla poltrona di direttore generale dell'Istituto (già annunciata da Terni Today), sembra essersi scontrata con alcune opposizioni politiche. 

Un'eventuale direzione affidata a Filippini, infatti, garantirebbe una coda di sinistra all'interno dell'istituto che non sta bene a Lega e Fratelli d'Italia. Una empaisse che dovrà risolversi entro il 31 gennaio, data nella quale scadra il regime di prorogatio dell'attuale assetto direttivo, stabilito con la delibera del direttore generale Severini, n. 547 del 31 dicembre 2020, che mantiene in essere anche il montante dei compensi dei direttori.

La posizione interlocutoria della giunta Tesei 

La presidente Tesei, con un atto ufficiale, mette in stand by il procedimento di nomina perché non ci sarebbero state le condizioni ottimali per finalizzare la nomina: “È in corso il perfezionamento delle procedure di nomina del Direttore dell’Istituto - si legge nell'atto - in osservanza del combinato disposto dell’art. 11, comma 5, del D.lgs. 106/2012 e dell’art. 8,dell’art. 8, c.1 dell’Accordo tra Regione Umbria e Regione Marche, di cui alle leggi regionali Umbria 28/2013 e Marche 40/2013, ed al conseguente raggiungimento dell’intesa tra le due regioni sul candidato prescelto, sentito il Ministero della Salute.

Le suddette procedure non potranno concludersi entro il 31 dicembre 2020 e, di conseguenza, appare necessario usufruire del regime di prorogatio l’incarico dell’attuale Direttore generale e dei direttori sanitari ed amministrativi dell’Istituto per il tempo strettamente necessario alla conclusione dell’iter in essere e comunque non oltre il 31 gennaio 2021, termine di scadenza del regime emergenziale anche in applicazione del Dl n. 23/2020 convertito con la L. 40/2020”.

La bagarre politica

Sotto alla superficie della vicenda, ribolle una bagarre politica del centro destra regionale che non ammetterebbe una nomina, sulla quale, ricordiamo, dovrà pronunciarsi anche la regione Marche, che produrrebbe una continuità operativa e culturale legate all'universo di sinistra. Lo stesso che ha generato la figura di Giovanni Filippini.

Un braccio di ferro fra Lega e Fratelli d'Italia che, con molta probabilità, vorranno spuntarla contro l'ala conservativa e trasversale della sinistra che starebbe facendo pressioni importanti nei confronti della giunta regionale. Prossimo aggiornamento a fine mese. 

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