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Sabato, 21 Maggio 2022
Notizie dall'Umbria

Picchiava i bimbi o stava sempre al cellulare: maestra d'asilo sotto processo

Perugia, i Carabinieri avevano installato delle telecamere dopo la denuncia di un gruppo di genitori che aveva visto dei cambiamenti nei comportamenti dei bambini

Ultimi testimoni della Procura nel caso della maestra accusata di violenze sui bambini dell’asilo, con sei famiglie costituite parte civile nel processo che si celebra davanti al giudice Emma Avella al Tribunale penale di Perugia.

L’indagine, condotta dai Carabinieri della Stazione Fortebraccio di Perugia, coordinata dai sostituti procuratori Laura Reale e Gianpaolo Mocetti, era stata avviata dopo le denunce dei genitori dei bambini che a casa avevano iniziano a manifestare malesseri: piangevano, mostravano paure inspiegabili se cadeva loro di mano un oggetto, sobbalzavano se sentivano un tono di voce più alto del normale e, poi, qualcuno dei bimbi aveva iniziato a mostrare o raccontare che la maestra picchiava qualche amichetto.

Le indagini avevano portato all’immediata sospensione dell’insegnante e all’accertamento di presunte violenze nei confronti dei bambini, alcuni dei quali erano stati “colpiti con calci, schiaffi, pugni, tirando loro i capelli, lasciandoli incustoditi o privi di attenzioni, in quanto teneva i tappi alle orecchie o faceva buio in classe tenendo le tapparelle abbassate”, oppure disinteressandosi dei bambini in quanto “si estraniava essendo intenta al cellulare. Questo portava gli alunni a fare ciò che volevano facendo andare la classe fuori controllo. Solo quando la situazione diventava ingestibile, la maestra manifestava comportamenti irruenti con urla, minacce fisiche e psicologiche durante i quali la maestra era l’unica insegnante in aula e sempre molto attenta a non farsi vedere dagli altri insegnanti”.

Tra gli elementi raccolti dalle telecamere installate dai Carabinieri anche quelli che avrebbero visto la maestra prendersela con “i bambini più piccoli” sui quali “esercitava una forte influenza psicologica”, come nel caso di una bambina “costretta a picchiare il suo compagno di classe” sotto gli occhi dell’educatrice che non interveniva, anzi minacciando “che se non si fosse comportato bene avrebbe mandato l’altra bimba a picchiarlo”.

In un altro caso i militari descrivono il comportamento della maestra che “dovendo riprendere un bambino in corsa, la maestra lo rincorre ed essendo stata vista dall’altra docente e dalla bidella simulava di essersi fatta male a causa dell’alunno”. Episodi che si aggiungerebbero ad altri in cui la maestra avrebbe strattonato i bambini per le braccia, messo in punizione i bambini mettendoli seduti con forza “sulla sedia o sulla panca”.

I sei genitori dei bambini si sono costituiti parte civile con gli avvocati Michele Titoli e Andrea Castori, mentre la maestra è difesa dall’avvocato Gennaro Esibizione.

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