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Perugia, disabili maltrattanti e picchiati: le indagini partite dalla denuncia della famiglia di un ospite

I carabinieri del Nas hanno monitorato il comportamento degli indagati da luglio a novembre. Il ministro per le disabilità: "Servono le telecamere"

È stata la denuncia della famiglia di un ospite  a dare l'input alle indagini dei carabinieri del Nas di Perugia su presunti maltrattamenti in una comunità per disabili di Perugia. È quanto emerge dall'inchiesta coordinata dalla procura della Repubblica di Perugia che ha chiesto e ottenuto dal gip del capoluogo umbro una misura cautelare nei confronti di un operatore e due educatori, in servizio nella struttura privata convenzionata.

Le indagini, supportate da intercettazioni ambientali e filmati di videocamere nascoste, avrebbero fatto emergere i comportamenti vessatori e violenti dei tre indagati nei confronti di alcuni ospiti. L'attività di intercettazione è stata avviata a luglio ed è proseguita fino a novembre, evidenziando quello che gli investigatori definiscono un ricordo "sistematico" a presunte azioni contrarie ai propri doveri professionali.

Il ministro Locatelli

"Quando situazioni del genere vengono accertate vanno condannate senza attenuanti, ma in futuro è necessario immaginare un sistema di monitoraggio e video sorveglianza preventivo per cercare di ridurre comportamenti violenti e permettere interventi tempestivi in caso di dubbi che riguardino la salute stessa delle persone". Così il ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli, in riferimento all'inchiesta della procura della Repubblica di Perugia su presunti maltrattamenti a ospiti disabili di una comunità, per i quali un operatore e due educatori sono ai domiciliari.
"Ancora una volta persone fragili e con disabilità vittime di azioni ignobili da parte delle persone che avrebbero dovuto prendersi cura di loro e stabilire relazioni di affetto e cura. Ringrazio le forze dell’ordine che sono subito intervenute e la procura per le indagini avviate" sostiene ancora il ministro attraverso la sua pagina facebook. 

Presidente Osservatorio regionale sulle disabilità 

“L’Umbria è una terra naturalmente vocata verso l’accoglienza e leggere notizie come quella di oggi, fa male per varie ragioni, ma soprattutto perché eventuali forme di maltrattamento, sono rivolte proprio a quelle persone che ognuno di noi avrebbe il dovere morale di proteggere". Così la presidente dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, Paola Fioroni.

“Come presidente dell’Osservatorio regionale in materia – ha detto Fioroni – mi sento particolarmente colpita da questa notizia i cui contorni saranno definiti dalla magistratura. Voglio ricordare però, che l’Osservatorio, con la Regione Umbria e Puntozero, è riuscito finalmente a far partire, anche in Umbria, la creazione di un database per avere un quadro reale della condizione che le persone con disabilità vivono nella nostra regione, anche con l’obiettivo di scrivere un “libro bianco” della disabilità sul territorio regionale. Domiciliarità come servizi residenziali o semi residenziali, devono garantire quindi, standard adeguati e rispondere alle scelte e ai diritti delle persone con disabilità e alle loro famiglie. Occorre mappare, monitorare ed intervenire per contrastare discriminazioni, diseguaglianze e garantire appropriatezza ed equità di accesso ad ogni tipo di servizio e prestazione che prevederà il progetto personalizzato”.  

“Ci tengo a sottolineare – conclude – che proprio dal rispetto e inclusione delle persone più a rischio vulnerabilità, si misura il livello di civiltà di un paese e nessuno di noi può voltarsi dall’altra parte quando chi non può difendersi subisce un danno morale o fisico”.

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