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Martedì, 23 Aprile 2024
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Neonato viene alla luce con un dente, 'operato': “Caso molto raro, uno su mille”

Il dente “natale” è stato rimosso dall’equipe del Polo odontoiatrico della Casa della Salute di Marsciano

Neonato di 24 giorni con un dente nell'arcata inferiore della bocca. Il piccolo è stato portato  all'osservazione dell'equipe del dottor Leonardo Palazzo, nel polo odontoiatrico della Casa della Salute di Marsciano dell'Usl Umbria 1. Gli specialisti, dopo i controlli, hanno deciso di rimuoverlo a causa della sua notevole mobilità. "Al momento dell’estrazione, avvenuta nei giorni scorsi, il neonato era in un buono stato di salute generale e regolarmente allattato al seno; aveva ricevuto alla nascita la dose parenterale di vitamina k prevista per evitare rischi di emorragia perinatale", scrive la Usl Umbra 1.

"La presenza di denti nel neonato – spiega il dottor Leonardo Palazzo, referente del polo odontoiatrico della Casa della Salute di Marsciano – rappresenta un raro disturbo nella cronologia dell’eruzione dentaria. La terapia dei denti cosiddetti ‘natali’ o ‘neonatali’ prevede l’estrazione solo in presenza di complicanze come ulcerazioni della lingua, severa mobilità con rischio di inalazione accidentale o difficoltà nell’allattamento al seno. I denti precoci sono di due tipi: i denti natali, presenti già al momento della nascita; i  denti neonatali, che spuntano nei primi 30 giorni di vita. Si tratta di casi molto rari, nell’ordine di un neonato ogni mille nati".

"L’eziologia dell’eruzione precoce  - scrive la Usl Umbria 1 - non è ancora chiara, sono stati chiamati in causa diversi fattori tra cui la trasmissione di tipo autosomica dominante, disturbi endocrini e la posizione della gemma dentaria molto superficiale. Secondo alcuni studi (Mhaske e coll., 2013) l’incidenza dei denti natali e neonatali varia da 1:2000 a 1:3500 nuovi nati con una prevalenza dei denti natali rispetto ai neonatali di 3 a 1. Alcuni studi in letteratura riportano, inoltre, una maggiore prevalenza nelle femmine rispetto ai maschi (Mhaske e coll., 2013; Khandelwal e coll., 2013;  Freudenberger e coll., 2008; Chun-Hsiang e coll., 2017), ma anche tali dati sono controversi (Khandelwal e coll., 2013). In riferimento alla sede di eruzione è dimostrato che la più comune è la regione mandibolare inferiore anteriore: circa l’85% sono infatti incisivi inferiori, l’11% incisivi superiori, il 3% canini e molari inferiori e l’1% sono canini e molari superiori (Mhaske e coll., 2013)".

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