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Giovedì, 2 Febbraio 2023
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Mostro di Firenze, richiesta di riapertura delle indagini. Una nuova pista, il Dna e un personaggio "attenzionato" ma mai indagato

Un pool di avvocati tra i quali l'avvocato Valter Biscotti rappresentano i familiari delle vittime degli Scopeti e delle vittime del 1981 a Scandicci, omicidio senza colpevoli ancora...

La richiesta ufficiale di riaprire le indagini sul Mostro di Firenze è stata depositata in Procura a Firenze questa mattina dopo mesi di fermento negli ambienti sia fiorentini che perugini, dopo anche la ferma convinzione dei familiari delle vittime francesi, l'ultimo delitto, quello degli Scopeti, di andare avanti, andare oltre la sentenza che attribuice parte dei duplici omicidi dei fidanzati ai compagni di merenda (Vanni e Lotti, mentre Pacciani seppur considerato il capo è morto prima del processo bis). La riapertura delle indagini porta la firma di un collegio di tre avvocati: l'Avvocato Antonio Mazzeo in rappresentanza di Daniele Kraveichvili, sorella di Jean Michel Kraveichvili, vittima del c.d. “Mostro di Firenze” nel duplice omicidio commesso a Scopeti di San Casciano e di Rosanna De Nuccio, sorella di Carmela , vittima nel duplice omicidio commesso a Scandicci nel giugno 1981; l'Avvocato Vieri Adriani in rappresentanza di Anne Lanciotti, figlia della defunta Nadine Mauriot e l’avvocato perugino Valter Biscotti in rappresentanza di Estelle Lanciotti, figlia maggiore della defunta Nadine Mauriot.  Al collegio degli avvocati si aggiunge anche Paolo Cochi, scrittore e giornalista super-esperto sulle indagini del Mostro. 

La richiesta di riapertura delle indagini riguarda anche la riapertura dell'ultimo capitolo - archiviato va ricordato - quello alle accuse al personaggio più misterioso, più complesso di sempre: l'ex legionario Giampiero Vigilanti, estremista di destra, conoscitore di tutti i luoghi dei delitti e ben conosciuto dai Vinci come dai compagni di merenda ma anche del medico perugino Francesco Narducci che a suoi dire ben conosceva e frequentava in Toscana negli anni del Mostro. Possessore di una Beretta 22 - scomparsa magicamente prima di essere indagato - e su Narducci disse in più interviste: "Sì, quello trovato morto. L’ho conosciuto sì". "E capitato di conoscerlo a Vicchio, ma non alloggiava qui...lui stava... non mi ricordo". In che contesto l’ha conosciuto? "Così, con altre persone. Il Narducci veniva lì, non era mica solo". E con chi era? "Eh con delle persone che io ora.. non me lo ricordo mica". In una intervista al settimanale Giallo, Vigilanti avrebbe detto di più: i carabinieri li controllarono insieme la sera del 22 ottobre 1981, la stessa in cui furono uccisi a Calenzano Susanna Cambi e Stefano Baldi. Ma non c'è un riscontro, un verbale su quel controllo... ma a 36 anni di distanza non significa che non sia avvenuto. Ma ricordato che il legionario - ormai deceduto - è stato archiviato e quindi è morto da estraneo alle vicende sul mostro.

Il pool di avvocati basa la loro richiesta su "svariati elementi di interesse investigativo riguardanti questioni in materia balistica, genetica e testimoniale". Ma soprattutto, anche grazie al consulente Cochi, sarebbe stato individuato un altro personaggio prima attenzionato e poi ignorato dalla indagini ufficiali. L'uomo era stato ben descritto in un vecchio dossier dei Carabinieri, ma la sua posizione mai è stata approfondita e mai entrato nella famosa lista dei sospettati. Per il pool ci sono testimoni d'ascoltare un dna presente sulle buste anonime e sulla scena del crimine da analizzare con le moderne tecniche investigative. 

L'avvocato perugino Valter Biscotti ha ribadito che "cerchiamo la verita', quella vera, con una nuova indagine e negli atti ci sono tracce finora trascurate per individuare il killer". Una riapertura del caso è possibile per due motivi: il primo, sono rimasti irrisolti i tre duplici omicidi dal 1974 al 1981 (tutti gli altri attribuiti con sentenza definitiva ai compagni di merende); secondo aspetto, la numerosa partecipazione dei familiari delle vittime alle richieste ufficiali che sarà difficile ignorare. Il Mostro di Firenze è uno dei misteri italiani che ancora oggi suscita dibattiti, ricerche, libri e filmati. Le sentenze di condanna rese nei confronti dei presunti complici di Pacciani, hanno sempre suscitate molte perplessità: dal secondo livello mai svelato o a chi non ha mai creduto alle confessioni di Lotti. Un caso che in teoria non si è mai chiuso anche se sembra ormai difficile trovare una nuova verità giudiziaria. 
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