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Botte, vestiti sporchi e cibi scaduti: padre violento sotto processo per maltrattamenti

Ad accusarlo le confessioni fatte dal figlio quando ritornava a casa dalla madre dopo aver trascorso la giornata con il genitore separato

Un uomo di 56 anni, difeso dall’avvocato Claudia Minelli, è finito davanti al giudice per l’udienza preliminare con l’accusa ti “aver maltrattato il proprio figlio … picchiandolo spesso e facendogli indossare indumenti sporchi e utilizzare biancheria e lenzuola maleodoranti”.

A far scattare le indagini una denuncia della madre del ragazzino di 13 anni, ex moglie dell’uomo, costituitasi parte civile tramite l’avvocato Simona Garone.

Sulla base della sentenza di divorzio, il figlio era collocato presso la madre, ma con diritto di visita per il padre e pernotto presso lo stesso, al fine di rafforzare il rapporto tra genitore e figlio.

Secondo la donna, però, l’uomo non avrebbe rispettato le indicazioni del giudice, presentandosi a casa di lei ogni qual volta lo riteneva necessario, “senza curarsi neppure di rispettare la benché minima esigenza del minore”. Tanto che la donna chiedeva una modifica delle condizioni di visita e collocamento.

Nel corso del giudizio, inoltre, la donna si accorgeva che il figlio “rientrato presso l’abitazione materna, dopo essere stato in compagnia del padre”, presentava “lividi e tracce di percosse”. Interrogato dalla donna, il ragazzino riferiva “di essere stato strattonato e percosso dal genitore” a seguito di “banali capricci del bambino”.

Sempre il ragazzino diceva alla madre di essere stato “costretto a utilizzare presso la casa paterna indumenti, biancheria, lenzuola sporche e maleodoranti, oltre al fatto di essere stato indotto a consumare alimenti non freschi e in pessimo stato di conservazione”.

In un’altra occasione, nonostante il figlio non “fosse in buone condizioni di salute” dopo aver fatto il vaccino per meningococco, lo prelevava per portarlo con sé e lo riaccompagnava un’ora dopo l’orario previsto dal giudice.

Secondo la donna, infine, l’uomo ha sempre manifestato contrarietà a che il figlio fosse seguito da un docente di sostegno a scuola, nonostante la certificazione di un disturbo dell’apprendimento e le terapie presso il Grocco a Perugia.

Tutti comportamenti che per la donna avrebbero influito negativamente sul figlio che “manifesta in maniera sempre più insistente, il desiderio di non intrattenersi in compagnia del padre”.

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