Lunedì, 26 Luglio 2021
Notizie dall'Umbria

Passa in consiglio regionale la mozione sulla disabilità di Fratelli d'Italia. Ricucito lo strappo con la maggioranza

La mozione chiedeva alla giunta di "rafforzare il sistema di protezione sociale e di cura delle persone disabili e non autosufficienti che ne permetta la permanenza nel proprio domicilio"

Alla fine Eleonora Pace e Marco Squarta sono riusciti a spuntarla nel braccio di ferro con Lega e Forza Italia, portando a casa un risultato definito dallo stesso presidente del consiglio regionale come una "svolta epocale in tema di disabilità". 

Con 13 voti a favore e un astenuto, è passata la mozione finalizzata a "rafforzare il sistema di protezione sociale e di cura delle persone disabili e non autosufficienti che ne permetta la permanenza nel proprio domicilio". Ne dà notizia lo stesso presidente  Marco Squarta, cofirmatario insieme alla collega Eleonora Pace, il quale auspica che "quanto avvenuto in Umbria sia da esempio in tutta Italia".

La mozione approvata in consiglio regionale impegna la giunta "a rafforzare il sistema di welfare per la presa in carico, il progetto di vita e la tutela di tutte le persone disabili e non autosufficienti, rispettando i principi di universalità dell’accesso alle cure, di autodeterminazione, di non discriminazione, di pari opportunità e di libera scelta tra forme di assistenza diretta e indiretta. Favorendo, allo stesso tempo, il sostegno domiciliare, e adeguati supporti anche ai caregiver familiari, eliminando in questo modo «disparità di trattamento tra chi percepisce contributi e chi non ne ha mai percepiti".

E ancora: "Compatibilmente con le risorse del bilancio regionale, inoltre, dovranno essere portati avanti progetti personalizzati per disabili e non autosufficienti, superando la distinzione tra disabilità gravi e gravissime, e rimuovendo gli ostacoli burocratici che impediscono un equo accesso ai servizi e alle misure di sostegno". Nell’atto si parla anche di un’ "anagrafe delle prestazioni attive".

"È stato un lavoro complesso quanto importante che parte da lontano - spiega Squarta - iniziato insieme ai colleghi durante la scorsa legislatura e interrotto nel 2019 a causa dello scioglimento della Giunta. Erano stati fatti incontri con le associazioni dei disabili, ricerche, audizioni e approfondimenti tecnici. Il progetto è stato ripreso subito dopo il nostro insediamento finché si è arrivati alla stesura del documento che oggi, nonostante qualche difficoltà, è stato finalmente approvato".

Stando a quanto si legge nella mozione, dovranno essere incrementate le risorse e i servizi "favorendo il sostegno domiciliare sia dsi natura socio-sanitaria che sociale alle persone disabili e non autosufficienti, tenendo conto delle necessità, delle aspirazioni e dei desideri di ognuno senza discriminazioni di età e patologie". "Ci vorrà chiaramente del tempo per realizzare tutto questo ma sono convinto che entro la fine della legislatura ci riusciremo - conclude l’esponente di Fratelli d’Italia -. Oltre alle tante belle parole questo è l’unico modo che ha la politica per mostrare solidarietà e vicinanza ai meno fortunati".

Critiche da parte della minoranza

Molto critica la minoranza che si è vista respingere la possibilità di discutere alcuni emendamenti. L'atto era sostanzialmente blindato. Duro Paparelli (Pd) che accusa i colleghi del partito della Meloni di aver presentato un atto nella sostanza impreciso e superficiale, soprattutto in merito alla questione economica sottesa.

Più articolata la riflessione del consiglire Fora (civico) che accusa questo ennesimo atto relativo alla disabilità e alle fragilità carente di una più ampia riflessione sulla progettualità e diversificazione degli interventi e dei servizi socio-santaria, focalizzandosi solamente sul sussidio assistenziale.

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