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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Notizie dall'Umbria

Soldi, vacanze e affitti: sacerdote nei guai per circonvenzione di un'anziana

Processo d'appello per il prete accusato di aver sottratto denaro dal conto di una amica e parrocchiana

Condannato ad 1 anno per circonvenzione di incapace di un’anziana umbra, sacerdote spera nell’appello per discolparsi: “Non ho mai preso soldi per me, siamo ancora amici e ho solo aiutato una donna sola”.

Il sacerdote è accusato di circonvenzione di incapace per aver tratto “profitto, abusando del disturbo dipendente della personalità con conseguente attenuazione della capacità d’intendere e di volere inficiante la capacità di autodeterminazione” di una signora di 86 anni. Il prete era stato per tanti anni parroco in un paese della provincia di Perugia ed era molto legata, in amicizia, con la donna, rimasta sola. Secondo il racconto difensivo, il sacerdote l’avrebbe accompagnata in vacanza spesse volte, oppure portata a svagarsi, chiedendole sempre e solo il denaro necessario a pagare alloggio e pasti. Senza pretendere altro. Come quella volta che l’avrebbe accompagnata alla terme, facendosi consegnare solo il denaro per pagare le spese della donna.

Secondo la Procura il sacerdote, difeso dall’avvocato Salvatore Cavuoti, avrebbe preteso, invece, dalla donna la somma di “700 euro mensili” per un anno e mezzo, “quale canone di locazione di un immobile” di proprietà del prete “e del quale la persona offesa fruiva saltuariamente”, incassando 12.600 euro.

L’accusa mossa al sacerdote riguarda anche l’incasso di una serie di assegni per un totale di 16.950 euro.

Per la difesa quelle somme sarebbero solo l’espressione di un rapporto di amicizia ed economico instauratosi tra il sacerdote e la donna, come ricostruito in una scrittura privata con la quale la signora metteva “nella disponibilità di tutto il di lei patrimonio mobiliare ed immobiliare e riconoscendosi di lui debitrice della somma di 120 milioni di lire”.

A far sospettare che ci fosse qualcosa di poco chiaro, inoltre, una visita in banca del sacerdote, con tanto di delega ad operare nel conto della donna. Una situazione che era apparsa poco chiara al direttore di banca che aveva bloccato tutto. Da lì erano iniziate verifiche e indagini, che avevano portato alla nomina di un amministratore di sostegno per l’anziana e l’accusa per il prete di circonvenzione di incapace.

Il 19 novembre si terrà il processo di appello contro la condanna, in abbreviato, ad 1 anno di reclusione, con pena sospesa, e risarcimento del danno.

La vittima si è costituita tramite l’amministratore di sostegno, ma ha sempre espresso la volontà di rimettere la querela (non potendo farlo perché proprio soggetta ad un amministratore di sostegno). Tra la donna e il sacerdote, a scorrere gli atti, c’è un rapporto di amicizia intenso, tanto che si sentono ancora adesso, nonostante il processo.

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