“Lavoro, diritto innegabile. Viviamo in un terreno arido, ora affrontare le difficoltà e cogliere le opportunità”

Primo Maggio, il messaggio della governatrice dell’Umbria Tesei: sentimento di profonda riconoscenza per chi è in prima linea nell’emergenza, torneremo a celebrare festosamente questo giorno

“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.

Così recita l’articolo 4 della nostra Costituzione in tema di lavoro, in cui risaltano i concetti di diritto e di dovere. Quel dovere che tanti hanno continuato a svolgere, mettendo a repentaglio anche se stessi, in questo periodo fuori dall’ordinario. La mente non può che correre ai molti operatori della sanità, compresi tutti coloro che già in pensione hanno scelto di tornare in prima linea. A loro si affiancano il personale ed i volontari della protezione civile, le forze dell’ordine, gli operatori dell’informazione, coloro che permettono lo spostamento di merci e persone, tutti i lavoratori dei settori, industriali e al dettaglio, del pubblico e del privato, attualmente operativi e ai tanti che hanno permesso la continuità dei servizi essenziali.

A tutti loro va un sentimento di profonda riconoscenza.

Ma come detto il lavoro è, e rimane, un diritto innegabile. Come non pensare, dunque, a coloro che cercano vanamente di soddisfare quel diritto, e a coloro che in questo periodo sono stati costretti a fermarsi, che non hanno potuto svolgere la loro attività, pagandone sulla pelle il prezzo economico e psicologico. Perché il lavoro non è solo fonte di indispensabile sostentamento economico, ma è l'attività con cui e in cui soltanto l’uomo afferma propriamente ciò che è la sua essenza, il lavoro è promotore di autonomia, di dignità e di autentica libertà personale, concetto ancora più chiaro in questo complesso periodo della nostra storia. La mancanza, o l’impossibilità di svolgere la propria attività, compromette anche quel “progresso materiale o spirituale della società” di cui i padri costituenti hanno scritto.

Ed è proprio e soprattutto a chi ora non ha un’occupazione, o non la può svolgere, che le Istituzioni, con serietà e in maniera trasversale, in collaborazione con le forze sociali, le associazioni di categoria, le Università e tutti gli attori coinvolti, dovranno, ognuno nel rispetto del proprio ruolo, essere in grado di dare risposte concrete e rapide per “promuove le condizioni”, pur in questo odierno terreno arido, “che rendano effettivo questo diritto”.

Viviamo un passaggio epocale in cui è difficile comprendere fino in fondo l’oggi e appare ancora più complesso scorgere i lineamenti del domani. Ma dobbiamo avere la capacità di affrontare, senza scoraggiarci, le forti difficoltà e cogliere le opportunità che si presenteranno.

Buon Primo Maggio a tutti i lavoratori, anche e soprattutto in questo clima incerto. L’unità di intenti e l’unione delle forze ci permetterà di tornare a celebrare festosamente il dovere e il diritto al lavoro.

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*presidente della Regione Umbria

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