Insegnanti, collaboratori e amministrativi: la prima campanella suona senza virus

Test negativi per oltre il 95% del personale scolastico dell’Umbria. Coletto: siamo una delle regioni a maggiore partecipazione. Ma la Cgil fa l’elenco delle cose che non vanno: mancano docenti, spazi e banchi

“Oltre il 95 per cento del personale scolastico in Umbria ha volontariamente aderito allo screening programmato dalla Regione Umbria per rilevare la positività al Covid”. Lo comunica l’assessore regionale alla salute, Luca Coletto, precisando che i tamponi molecolari effettuati sui soggetti risultati positivi ai test sierologici, sono risultati tutti negativi.

“Il test sierologico è stato effettuato da 14.677 soggetti impiegati a vario titolo nel mondo della scuola - ha spiegato l’assessore - Un numero elevato che colloca l’Umbria tra le regioni in cui si registra la più alta partecipazione”.

“Per questo voglio ringraziare il personale scolastico che, a partire dalla prossima settimana, riprenderà l’attività lavorativa affrontando quest’anno un impegno reso più gravoso da tutta una serie di limitazioni e nuove regole definite dal governo per far ripartire le lezioni in questa fase di convivenza con il virus”.

“Un ringraziamento va anche al personale dei servizi sanitari - ha concluso Coletto - che per tutto il mese di agosto e la prima parte di settembre, è stato impegnato, accanto alla normale attività resa più gravosa dalla pandemia, nello screening non solo del personale scolastico, ma anche di tutti I soggetti che sono rientrati dai Paesi maggiormente interessati dall’infezione prodotta dal Covid. Anche in questo l’Umbria ha dimostrato di essere una regione piccola che, però, sa dare dimostrazione di grande organizzazione e impegno di fronte alle necessità”.

L’altra faccia della medaglia della campanella che sta per suonare viene però tratteggiata con preoccupazione dalla Flc Cgil dell’Umbria. “L’avvio dell’anno scolastico in Umbria, come nel resto del Paese, sconta ritardi e scelte non fatte dal Governo rispetto a quelle che già a marzo avevamo indicato come criticità da affrontare per una ripartenza delle scuole in presenza e in sicurezza. La ministra Azzolina ha preferito guardare il dito piuttosto che la luna, gridando al boicottaggio. Così oggi, a fronte del grande lavoro svolto da tutto il personale della scuola, ci troviamo a fare i conti con tantissimi problemi da superare”. Ad affermarlo in una nota è la Flc Cgil dell’Umbria.

Cattedre vuote

“Come organizzazioni sindacali – prosegue la Flc Cgil – già all’inizio della pandemia avevamo chiesto provvedimenti straordinari sugli organici e la stabilizzazione del personale precario con 36 mesi di servizio, utilizzando lo strumento del concorso straordinario, per partire a settembre con il maggior numero di cattedre occupate. La risposta del ministero è stata quella di rinviare il concorso straordinario, complicare inutilmente questa procedura e procurare per questo anno scolastico un diluvio di supplenze”.
“In Umbria – continua il sindacato – su circa 1.100 posti disponibili sono state effettuate 330 assunzioni a tempo indeterminato. Con la procedura della “chiamata veloce”, altro fallimento annunciato, circa 32. Stessa situazione per il personale Ata: dei 211 posti di collaboratore scolastico ne verranno utilizzati solo 89; 14 dei 42 posti di assistente tecnico, 32 degli 83 posti di assistente amministrativo, 51 dei 58 posti di Dsga”.

Gli spazi

 “Servono circa 35 aule e 2 palestre per far tornare tutti gli studenti a scuola in presenza e in sicurezza – spiegano dalla Flc – e i ragazzi coinvolti dovrebbero essere più di un migliaio. A questi vanno aggiunti, naturalmente, tutti quelli che a rotazione una, due o più volte a settimana vedranno la scuola a distanza (anche 400 studenti nelle scuole più affollate). Nel computo delle aule mancanti, dobbiamo richiamare anche quest’anno quelle non ancora disponibili a Norcia”.

Gli scuolabus

“Dopo l’intesa siglata in Conferenza unificata sulle linee guida, che ha visto l’incremento della saturazione dei mezzi dal 50 all’80% – scrive ancora la Flc – abbiamo appreso dai giornali che la Regione dell’Umbria, di concerto con gli enti competenti (Province, Comuni e Ufficio Scolastico Regionale) e le società che gestiscono i servizi di trasporto pubblico, ha messo a punto un piano complessivo per consentire a tutti gli studenti umbri delle scuole medie superiori di raggiungere le sedi scolastiche mantenendo gli orari di entrata e di uscita del passato anno scolastico. A partire dalla prossima settimana, naturalmente, verificheremo con mano la concreta realizzazione di questo impegno, insieme agli studenti e alle famiglie interessate”.

Banchi, gel, mascherine

I “famigerati” banchi monoposto arriveranno nelle scuole umbre quando le lezioni saranno iniziate già da almeno un mese. Mancano gli strumenti di protezione individuale come mascherine, gel igienizzante, guanti. E secondo il sindacato non c’è certezza che il servizio di mensa riprenda contestualmente alle attività didattiche.
Problemi irrisolti che saranno nell’agenda della manifestazione indetta dal comitato “Priorità alla scuola” in programma per sabato 26 settembre a Roma, a cui la Cgil prenderà parte assieme alle altre sigle sindacali.

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