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Lunedì, 4 Marzo 2024
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Furti, criminalità etnica e devianza minorile: i dati della giustizia in Umbria che spaventano

Anteprima in Corte d'appello dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. La presidente Claudia Matteini: “Già raggiunti gli obiettivi imposti dal Pnrr”

I furti e le ruberie in casa (11.094 casi, di questi, 2.525 sono da inquadrarsi nella tipologia dei furti in abitazione) sono i reati con la maggior incidenza in Umbria, seguono droga e criminalità economica. Non si registra il radicamento della criminalità organizzata, ma i reati fiscali ed economici rivelano interessi della malavita organizzata, sempre più a stretto contatto con quella che è chiamata criminalità etnica che si è spartita alcuni settori come droga, prostituzione e anche gli interessi nell’edilizia.

È quanto afferma Sergio Sottani, procuratore generale presso la Corte d’appello, in un’anteprima di quello che dirà nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario previsto per domani, sabato 27 gennaio. Accanto a lui la presidente della Corte, facente funzione, Claudia Matteini: “Il 2023 è stato un anno importante, con molte innovazioni e la riforma Cartabia, il cui impatto è prematuro da definire, ma che non ci ha semplificato la vita” anche alla luce dell’annosa carenza di personale del distretto giudiziario dell’Umbria.

I tribunali del distretto, infatti, hanno abbattuto l’arretrato ultratriennale con percentuali comprese tra il 33% ed il 49% rispetto al 2019 e “sono stati già centrati gli obiettivi di riduzione dell’arretrato imposto dal Pnrr” ha aggiunto la presidente Matteini.

Per quanto riguarda il settore penale, il procuratore Sottani ha precisato che “sono diminuiti i reati di violenza di genere (- 14,10%) e quelli di stalking (- 5,25%) mentre sono rimasti pressoché stazionari i reati di maltrattamenti in famiglia (- 0,86%) pari a 462 casi. Sono diminuiti i reati di pedofilia e pornografia (- 34,07%) mentre sono aumentati i delitti contro la libertà sessuale (28,57%) nel numero di 216. Risultano numerose le richieste avanzate dall’ufficio distrettuale perugino di misure cautelari (oltre 70) in crescita rispetto all’anno precedente (erano poco più di 60)”.

Preoccupa il dato della criminalità minorile dove “spiccano i delitti contro l’incolumità personale (170 a fronte dei 133 dell’anno precedente) e in particolare le lesioni personali (100). Seguono i furti (98 di cui 25 fattispecie aggravate) anche se non mancano fattispecie di tentato omicidio o reati sessuali. Rimangono stazionarie le risse (7) mentre sono numerosi i delitti di spaccio di sostanze stupefacenti (36) che continuano a suscitare allarme, anche in quanto ulteriormente criminogeni: il consumo di sostanze fa da sfondo, infatti, a molti reati, soprattutto contro la persona e il patrimonio” ha concluso Sottani.

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