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Umbria, tartufai in rivolta contro la chiusura del territorio regionale: "Rivendichiamo il diritto alla libera cerca"

Assemblea pubblica il 22 giugno all'Umbriafiere di Bastia Umbra

I tartufai riuniti nel CAT Umbria esprimono “grande preoccupazione” per la decisione dell’assessore alle politiche agricole e agroalimentari “di porre limiti indefiniti” alla “libera cerca del tartufo sul territorio regionale”.

Il tartufaio “nella tradizione umbra trova origini molto lontane nel tempo, con conoscenze e pratiche tradizionali tramandate di generazione in generazione – si legge in una nota del CAT – e tutto ciò ha consentito nel 2021” il riconoscimento Unesco della cerca e cavatura del tartufo.

Tramite la libera cerca “si è avuta la possibilità che venissero scoperti i luoghi di origine, che si effettuassero studi da parte della comunità scientifica – prosegue la nota – fino ad arrivare anche alla nascita di attività dedicate al settore, con importanti riflessi occupazionali”.

In Umbria sono 15mila i tartufai abilitati, con tesserino rilasciato dalla Regione Umbria e valido in tutta Italia. “La scelta dell’assessore di avviare il processo di chiusura del territorio regionale, con pesanti limitazioni alla libera cerca, determinerebbe un non equilibrio tra le parti in causa e innescherebbe un grave conflitto sociale – conclude la nota – proprio per l’impossibilità per i tartufai di esercitare la loro attività in libertà”.

Per questo motivo il CAT Umbria ha organizzato, per sabato 22 giugno alle ore 10 al centro Umbriafiere di Bastia Umbra, un’assemblea pubblica invitando tutti i rappresentati delle forze politiche e gli amministratori pubblici dell’Umbria.

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