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Terremoto, la conta dei danni: servono oltre 350 milioni di euro, quasi 700 gli sfollati

I dati emersi durante la seduta della seconda commissione della Regione: la relazione sulle conseguenze del sisma inviata alla protezione civile per la richiesta dello stato di emergenza

Supera i 350 milioni di euro la cifra richiesta arrivata dai comuni interessati dal sisma del 9 marzo al Governo e inserita nelle circa quaranta pagine della relazione inviata alla protezione civile nazionale per la richiesta dello stato di emergenza.

Le prime cifre sono state ufficializzate durante l’incontro della seconda commissione consiliare della Regione, presieduta da Valerio Mancini, a cui hanno partecipato anche i consiglieri regionali dell’Altotevere: Michele Bettarelli per il Pd e Manuela Puletti per la Lega.

Durante il summit sono state date le prime cifre, anche se ufficiose: si parla di 4 milioni di euro per il contributo di autonoma sistemazione; circa 500mila euro per la messa in sicurezza degli edifici pericolanti; 9 milioni di euro per il ripristino dei beni culturali, chiese e cimiteri; circa 6 milioni di euro per il ripristino della funzionalità delle scuole; altro mezzo milione per la delocalizzazione delle attività produttive e per finire 330 milioni di euro per la ricostruzione.

“Si tratta – hanno spiegato – di una valutazione speditiva dei possibili futuri fabbisogni, precisando che la valutazione reale sarà possibile solo una volta individuata la modalità di attuazione del sosteno alle persone sfollate e alle attività produttive presenti ed effettuate delle stime sommarie per singoli lavori di ripristino'”.

Ma non finisce qui il quadro, drammatico: durante il summit sono stati analizzati anche altri numeri che evidenziano la portata dell’evento.

Nel Comune di Perugia ci sono – attualmente - ben 241 persone sfollate, 32 edifici dichiarati inagibili e diversi cimiteri, fra cui quello di Sant'Orfeto, chiusi.

Nel Comune di Gubbio c’è un edificio inagibile, mentre a Umbertide ci sono 428 persone sfollate, 60 strutture inagibili e 103 edifici lesionati in maniera grave. Sono state inoltre chiuse, a Pierantonio, la scuola elementare e quella media, la stazione di Monte Corona e quella della frazione e per finire è stato transennato il campanile e bloccato il traffico veicolare in via Leonardo da Vinci.

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