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Umbria, catturati e imprigionati per fare da richiami per la caccia: 254 tordi tornano a volare

I carabinieri forestali hanno liberato gli uccelli migratori sequestrati a un quarantenne perugino. Accaduto a Campello sul Clitunno

I Tordi bottacci sono uccelli appartenenti alla famiglia dei Turdidi, noti per il loro canto melodioso che ha ispirato poeti come Giovanni Pascoli e William Wordsworth. Questi uccelli, tipici delle zone mediterranee, sono spesso oggetto di cattura illegale per essere usati come richiami vivi nella caccia. Un destino crudele, che li priva della libertà di volare e li sottopone a stress e sofferenze.

Per fortuna, grazie all’intervento dei militari della Stazione di Gualdo Cattaneo e del Nucleo Carabinieri Forestale di Campello sul Clitunno, coordinati dalla Procura di Spoleto, sono stati liberati 254 esemplari di Tordo bottaccio, sequestrati nei giorni scorsi a un quarantenne perugino che li trasportava in trasportini artigianali in legno suddivisi in piccole celle. Purtroppo, altri 116 uccelli non sono riusciti a sopravvivere alle condizioni in cui erano detenuti e sono morti durante o dopo il viaggio.

I Tordi bottacci liberati sono stati affidati alle cure del medico veterinario Asl Umbria 2, che ha verificato il loro stato di salute e li ha rilasciati nelle campagne umbre, dove potranno tornare a vivere secondo la loro natura di uccelli migratori. Si tratta di un gesto importante per la tutela della biodiversità e del benessere animale, che contrasta una pratica ancora radicata in moltissime regioni italiane e che va condannata con fermezza.

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