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Mercoledì, 22 Maggio 2024
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Umbria, uccisa a calci e pugni dopo la violenza sessuale: la Procura chiede il processo per il vicino di casa

L'uomo incastrato dal dna della vittima sotto le sue unghie e da una intercettazione ambientale

Il dna della vittima sotto le unghie e una intercettazione ambientale in cui riferisce alla moglie dei particolari dell’indagine per omicidio che conoscevano solo l’assassino e gli investigatori. Sono questi gli elementi principali che hanno portato la Procura di Perugia a chiudere le indagini a carico di rumeno 51enne, difeso dall’avvocato Donatella Donati, accusato dell’omicidio di Marielle Soethe, la donna di 71 anni trovata morta in casa, a Pistrino di Citerna, il primo dicembre del 2022.

Secondo la Procura ad inchiodare l’uomo ci sarebbe il dna trovato sotto le unghie della vittima, che si sarebbe difesa durante l’aggressione, e le intercettazioni ambientali, durante le quali l’uomo parlando con la moglie avrebbe dimostrato di conoscere particolari conosciuti solo dagli investigatori e dall’assassino.

Nel capo d’imputazione l’uomo deve rispondere anche di aver costretto la vittima “con violenza o minaccia a subire atti sessuali”. Secondo l’accusa l’omicidio sarebbe avvenuto “con pugni e calci così da atterrarla e metterla nelle condizioni di non poter reagire all'aggressione, continuando poi ad infierire afferrandola colpendola in modo cruento al volto, al torace e agli arti fino a schiacciarne brutalmente il torace sotto le proprie suole”.

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