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Venerdì, 12 Aprile 2024
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Umbria, centra cinque auto in sosta mentre accompagna il marito in ospedale: patente ritirata

L'incidente avvenuto a Terni l'anno scorso. Il tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso della conducente

Accompagnava il marito all’ospedale per la terapia oncologica, si distrae per prendere dei cracker dalla borsa e centra cinque auto in sosta. Le tolgono la patente e il tribunale amministrativo regionale dell’Umbria conferma la revoca del permesso di guida.

Una signora ha fatto ricorso al Tar contro il ministero dei trasporti chiedendo l’annullamento del provvedimenti di revisione della patente, disposto dopo che “in data 27 gennaio 2023, alle 11.30 circa, in Terni, mentre era alla guida della propria autovettura, perdeva il controllo del veicolo, strusciando cinque autovetture parcheggiate a spina di pesce sul margine della carreggiata”. Agli agenti aveva detto di non essere “in grado di riferire le circostanze dell’accaduto, dichiarando solo di aver sentito un forte urto e di essersi ritrovata ferma in mezzo alla strada”. Per gli agenti sarebbe la dimostrazione che la donna non era “in grado di mantenere il costante controllo del veicolo”.

Nel ricorso la donna ha sostenuto che non erano “state adeguatamente considerate le circostanze dell’incidente”, cioè che fossero le 7 del mattino e che lei era partita da casa, a Perugia, alle 5 “per accompagnare il marito in ospedale per sottoporsi alla terapia oncologica”. Gli agenti non avrebbero tenuto conto “di trovarsi di fronte ad una signora spaventata per quanto accaduto” e “che il sinistro era stato causato per una mera distrazione, in quanto la ricorrente cercava un pacchetto di cracker da dare a suo marito che, in quel momento, era privo di forze ed aveva bisogno di mangiare qualcosa”.

Per i giudici amministrativi, però, il ricorso è infondato in quanto il provvedimento di revisione della patente può essere disposto in qualsiasi momento ed è “finalizzato alla verifica della permanenza dei requisiti psicofisici e di idoneità tecnica per il possesso della patente di guida”, soprattutto dopo eventi che possono far “sorgere dubbi in ordine al possesso di tali requisiti”. Ne consegue il rigetto del ricorso e la condanna al pagamento delle spese processuali per la ricorrente.

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