Notizie dall'Umbria

C’era una volta l’edicola, giù le serrande e addio posti di lavoro: una “strage” silenziosa

In Umbria dal 2008 ad oggi hanno chiuso i battenti 170 attività e in otto anni in 400 sono rimasti senza lavoro. La proposta di Bori (Pd) in consiglio regionale: un sostegno non di facciata per costruire l’edicola dei servizi

“Gli ultimi decenni in Italia hanno segnato un arretramento delle edicole, con la chiusura di almeno un punto su quattro. Le attività commerciali di rivendita, a prevalenza di prodotti editoriali, sono passate dai 18.077 del 2013 ai 14.730 del 2018. In Umbria si registra la perdita di 400 posti di lavoro tra i giornalai, dal 2011 al 2019, con la chiusura dal 2008 ad oggi di 170 edicole. Il tutto tenendo presente, però, che i punti di rivendita di quotidiani e riviste rappresentano dei baluardi dell’informazione e presidi del territorio”.

Il capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale, Tommaso Bori, annunciando la presentazione della sua proposta di legge che prevede “interventi urgenti a favore dei gestori delle edicole”.

“Una proposta di legge - spiega Bori - che vuole integrare quella del Governo, per evitare che il combinato disposto tra crisi economica dovuta alle misure anticontagio e crisi strutturale del settore, possano rivelarsi letali per un ambito che è anche un servizio e un presidio di socialità e libertà”.

“Il Governo – prosegue Bori – nella legge di bilancio ha inserito agevolazioni fiscali per Imu, Tasi, Cosap e Tari. Ed ha previsto per il 2019 e per il 2020 un bonus fino a 20mila euro con uno stanziamento totale per il 2020 di 17 milioni di euro. Il progetto è quello di concedere un contributo integrativo, una tantum, come previsto in Emilia Romagna dove, per il settore, sono stati stanziati 500mila euro in più. La situazione – osserva - è davvero grave e anche la Regione Umbria deve mettere in atto un’azione simile a quella che stanno mettendo in campo altre istituzioni regionali per dare supporto alle edicole, che sono una ricchezza del territorio e che, quindi, non vanno abbandonate, ma valorizzate e sostenute”.

“Un sostegno non di facciata – specifica Bori – che passi per i contributi, ma che abbia chiaro in mente l’obiettivo: tendere a quell’edicola ‘dei servizi’ a cui puntiamo da tempo, che potrebbe essere un aiuto e un sostegno valido a tutti i cittadini impossibilitati ad accedere a tanti servizi e opportunità che oggi sono a disposizione solo online”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

C’era una volta l’edicola, giù le serrande e addio posti di lavoro: una “strage” silenziosa

TerniToday è in caricamento