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Umbria Jazz, cinquant’anni di storia e l’edizione dei record

I numeri del festival nell’ultimo giorno di musica: 40mila spettatori paganti per un incasso superiore a 2,3 milioni di euro. Il presidente Gian Luca Laurenzi “conferma” Carlo Pagnotta

Squadra che vince non si cambia. La metafora calcistica del presidente della Fondazione Umbria Jazz, Gian Luca Laurenzi - “lo sapete che sono un grande appassionato” - è per ribadire che nelle sue intenzioni Carlo Pagnotta è confermato direttore artistico fino al 2025, scadenza del mandato presidenziale. “Mi devo confrontare con il consiglio di amministrazione, ma sarebbe da pazzi cambiare un direttore artistico che fa questi numeri. Se cambi la squadra che vince, poi fai la fine del Perugia”.

I numeri. Eccoli. Un incasso superiore ai 2,3 milioni per 40mila paganti, con una media di 3.200 paganti all’Arena, oltre 500 al teatro Morlacchi e 150 alla sala Podiani della galleria nazionale dell’Umbria. “A livello di biglietti, abbiamo raggiunto il record del 2019, superando però gli incassi. Numeri che ci fanno dire che questa è stata in assoluto l’edizione dei record”.

Per quanto riguarda i social, il flusso di pubblico nei canali del festival è stato di oltre 2 milioni di utenti nei dieci giorni della manifestazione: in particolare su Facebook 1.621.483 impressions organiche per oltre 68.000 click sui post, con una copertura della pagina di oltre un milione di utenti. Su Instagram una copertura di quasi 70mila con oltre 20mila visualizzazioni al giorno. Il media team di Umbria Jazz ha prodotto 16 tera di materiali foto e video.

A Carlo Pagnotta è andato il riconoscimento delle istituzioni tutte. Ringraziamenti e meriti che il direttore artistico ha voluto condividere con lo staff che lavora con lui. “È il lavoro di una squadra”.

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