Incassa assegni e affitti per 30mila euro, prete sotto processo: “Si è approfittato di un’anziana parrocchiana”

È successo nel Perugino, l’accusa nei confronti del sacerdote è di circonvenzione d’incapace. La difesa: c’era tra i due un rapporto di amicizia ed economico e poi lei gli doveva 120 milioni di vecchie lire

Un sacerdote è accusato di circonvenzione di incapace per aver tratto “profitto, abusando del disturbo dipendente della personalità con conseguente attenuazione della capacità d’intendere e di volere inficiante la capacità di autodeterminazione” di una signora di 86 anni.

Secondo la procura della Repubblica di Perugia, il sacerdote - difeso dall’avvocato Salvatore Cavuoti - avrebbe preteso dalla donna la somma di “700 euro mensili” per un anno e mezzo, “quale canone di locazione di un immobile” di proprietà del prete “e del quale la persona offesa fruiva saltuariamente”, incassando 12.600 euro. L’accusa mossa al sacerdote riguarda anche l’incasso di una serie di assegni per un totale di 16.950 euro.

Per la difesa, quelle somme sarebbero solo l’espressione di un rapporto di amicizia ed economico instauratosi tra il sacerdote e la donna, come ricostruito in una scrittura privata con la quale la signora metteva “nella disponibilità di tutto il di lei patrimonio mobiliare ed immobiliare e riconoscendosi di lui debitrice della somma di 120 milioni di lire”.

Per la procura, però, si tratterebbe di circonvenzione di incapace.

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