Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Coronavirus, vaccini per i bancari: “Sottoscritto un protocollo senza pesare sulle strutture pubbliche”. Presa di posizione dei sindacati

Le segreterie regionali di Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca-Uil e Unisin: “Respingiamo ogni tentativo di creare divisioni fra lavoratori che non hanno ragione di esistere”

foto di repertorio

I sindacati nazionali e regionali del credito, dall’inizio della pandemia, hanno chiesto protezioni individuali e rimedi vaccinali (quando disponibili) per i lavoratori bancari, a salvaguardia degli stessi e soprattutto della clientela, in virtù del loro ruolo di operatori di un servizio pubblico essenziale”. E’ quanto dichiarano in una nota congiunta le segreterie regionali di Fabi, First/Cisl, Fisac/Cgil, Uilca/Uil e Unisin.

Secondo le organizzazioni sindacali: “Nei giorni scorsi banche e sindacati hanno sottoscritto un protocollo che mette a disposizioni delle pubbliche autorità, infrastrutture e risorse proprie delle banche, per vaccinare quando possibili i dipendenti senza pesare sulle strutture pubbliche, già impegnate sulla sfida della pandemia. Il tutto in un’ottica di agevolare la collettività, non gravandola di costi che saranno sostenuti dalle aziende e permettendogli di continuare ad usufruire dei servizi bancari con la sicurezza di rivolgersi ad operatori vaccinati e quindi in ambiti più sicuri per tutti, clienti, dipendenti, nuclei familiari”.

L’intervento che ha scatenato la bagarre: “Con un tempismo degno di miglior causa, pochi giorni fa un politico eletto nella nostra Regione anche con i voti di molti bancari, crediamo a questo punto pentiti, bancario ed ex segretario generale umbro di un sindacato del credito, invece di occuparsi di tutelare gli interessi di chi l’ha votato, bancari e non, per migliorare la loro condizione, si è lasciato andare a considerazioni del tipo: visto che molte categorie di lavoratori non riescono ad essere vaccinati come osano i bancari chiedere di esserlo loro?. Sempre per non farsi mancare nulla – aggiungono - lo stesso soggetto stigmatizzava la pratica di ricevere i clienti in filiale su appuntamento, forse ignorando che questo non è un privilegio dei bancari, ma una misura di sicurezza concordata tra banche, sindacati e pubbliche autorità, soprattutto a tutela della clientela evitando attese inutili e pericolose nelle filiali”.

I sindacati firmatari sostengono che: “Questo spiacevole episodio sia solo l’ultima non necessaria dimostrazione, del degrado della qualità di molti degli esponenti politici della nostra regione, della vuota demagogia che essi usano per giustificare la loro incapacità di adempiere il mandato, per cui sono stati votati ed eletti. Crediamo che il compito di un politico capace dovrebbe essere quello di sostenere le ragioni di tutti e le loro aspirazioni al miglioramento sociale e lavorativo, non cercare di abbattere chi lo fa, trascinando in basso i lavoratori che stanno meglio per dire: vedete sono stato bravo adesso state tutti male allo stesso modo”.

Infine le organizzazioni sindacali: “Respingono ogni tentativo di creare divisioni fra lavoratori che non hanno ragione di esistere, convinti come siamo che dalla pandemia si possa uscirne più facilmente non solo evitando negazionismi vari e minimizzazione dei problemi, ma al contrario con comportamenti responsabili, con campagne di vaccinazione estese da attuarsi in tempi rapidi e nell’unità d’intenti, al fine di scongiurare sterili quanto dannose contrapposizioni di parte.

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