Camera di commercio, Flamini: autonomi e senza ingerenze politiche

Il presidente dell'ente camerale ternano Giuseppe Flamini fa il punto della situazione dopo la sentenza del Tar che ha accolto il ricorso contro l'accorpamento con la Camera di commercio perugina per un'unica Camera regionale. Ora l'iter prosegue | VIDEO-INTERVISTA

Giuseppe Flamini, Giuliana Piandoro

Una prima battaglia è vinta, ma è solo l’inizio. Con queste parole Giuseppe Flamini, presidente della Camera di commercio di Terni, commenta la sentenza del Tar che ha evitato l’avvio dell’iter di accorpamento dell’ente con quello di Perugia verso un’unica Camera di commercio regionale. Insieme al direttore generale, Giuliana Piandoro, Flamini ha fatto il punto della situazione che accomuna altre Camere di commercio oltre a Terni, ovvero Brindisi, Pavia, Crotone, Massa Carrara e Rieti e alle quali se ne stanno unendo altre tanto da arrivarne a contarne una ventina. “Siamo un’istituzione pubblica –rimarca – e questa è una vittoria ancora non completa perché c’è strada da percorrere. Ma – evidenzia – nessuno deve salire sul carro del vincitore, la sentenza del Tar del Lazio non deve diventare cavallo battaglia di alcun soggetto politico. Rispettiamo tutte figure istituzionali con le quali ci rapportiamo quotidianamente ma è stato l’organo politico della Camera di commercio che ha deciso di proporre ricorso”.

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Ora sono in atto diverse relazioni con le istituzioni locale e nazionali, tra cui anche i parlamentari ternani. Mercoledì è in programma un incontro con il presidente nazionale di Unioncamere per esporre il ricorso. Il 18 aprile si terrà invece l’assemblea nazionale di Unioncamere alla quale dovrebbe partecipare anche il ministro Di Maio. “E’ solo l’inizio – prosegue Flamini -  e non ci fermeremo a chiedere solo di restare autonomi ma anche di rivedere nella sua totalità la legge di riforma tra cui il punto sulla sostenibilità finanziaria perché non vogliamo essere solo un’anagrafe delle imprese”.

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