Acciai Speciali Terni, le reazioni dal mondo della politica e dei sindacati. Focus su ThyssenKrupp

Numerosi gli interventi a supporto del sito industriale ternano. Reazioni causate dalla ventilata decisione di ThyssenKrupp di passare la mano

foto di repertorio

Verso la cessione o quantomeno un accordo di partnership. E’ quanto ThyssenKrupp ha fatto intendere nel corso della giornata di ieri lunedì 19 maggio. Una novità che ha suscitato le reazioni del mondo della politica e delle organizzazioni sindacali sia a livello territoriale che nazionale. Ne riportiamo alcune:

Leonardo Grimani (senatore Italia Viva): “Un fulmine a cielo sereno in una fase nella quale di tutto c’è bisogno tranne che mettere in discussione la strategicita del sito ternano. Appare incomprensibile questo continuo cambio di strategia che oltre ad indebolire il sito ternano rispetto alla concorrenza getta i lavoratori nello sconforto più assoluto. Penso che non ci sia alternativa alla immediata richiesta di chiarimenti al gruppo Tk da ottenere attraverso l’impegno ai massimi livelli del Governo del nostro Paese”.

Raffaele Nevi (onorevole Forza Italia): “Acciai Speciali Terni da ieri è di nuovo in vendita. Un'altra prova molto seria per la nostra città ma dobbiamo essere ottimisti. Io lavorerò come è stato fatto in passato per fare in modo che ci sia un futuro migliore per i dipendenti e per tutta la nostra Regione, ma vista l'importanza dello stabilimento ternano mi auguro che ci sia la massima attenzione da parte del Governo nazionale. Dobbiamo essere pronti a utilizzare tutti gli strumenti possibili e non ci possiamo permettere di fare errori perché' parliamo di una produzione strategica per il nostro Paese. Per questi motivi oggi presenterò una interrogazione parlamentare al Governo - annuncia Nevi - per capire come intenda affrontare questa delicatissima vicenda”.

Eleonora Pace (consigliere regionale Fratelli d’Italia): “La vertenza Ast sia subito iscritta nell’agenda del Governo e di  tutte le istituzioni, come già sta facendo l'esecutivo umbro guidato da Donatella Tesei, che già ieri sera si è dichiarata pronta a fare la propria parte per far sì che i livelli occupazionali vengano tutelati e che non vengano dispersi né le potenzialità future né il valore che l’Ast ha sempre avuto per l’Umbria e l’Italia intera, perché la difesa delle produzioni delle acciaierie ternane è stata sempre, in ogni stagione, materia di unità e mobilitazione di tutte le forze politiche”.

Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom-Cgil: “In questi anni abbiamo assistito ad un balletto di ThyssenKrupp attorno alle prospettive strategiche di Acciai Speciali Terni. Dopo la mancata fusione con Tata Steel e la vendita del settore degli ascensori, arriva una nuova doccia fredda. Il Consiglio di Supervisione di ThyssenKrupp considera il sito di Terni non più strategico ai fini delle prospettive industriali del cruppo, che in realtà sono sempre meno industriali e sempre più legate a ritorni finanziari di breve termine. Ast finisce in una sorta di “bad company” in attesa di essere ceduta o di trovare nuove alleanze societarie. Non c'è tempo da perdere. Il Governo intervenga - chiosa Venturi - non solo per sostenere il futuro dei lavoratori di Ast, ma per aprire un tavolo di confronto del settore siderurgico, in cui la produzione degli acciai speciali rimane un asset strategico decisivo”. 

Barbara Saltamartini (onorevole Lega): “La decisione della ThyssenKrupp di trovare partner o cedere la controllata Acciai Speciali Terni è allarmante. L’azienda tedesca vanifica gli sforzi fatti in questi anni dalla dirigenza italiana. Il sito ternano si è ritagliato una posizione di rilievo nel panorama siderurgico europeo, mettendo in campo tutte quelle misure necessarie per essere sempre più competitivo garantendo i livelli occupazionali. Questo è il momento di supportare le nostre aziende, non solo con la liquidità di cui necessitano ma anche con azioni in grado di garantire parti fondamentali del nostro tessuto industriale e, in questo caso, un polo siderurgico specializzato come quello di Terni.  

Per questo - dichiara Saltamartini - chiederò al Ministro Stefano Patuanelli di riferire in Commissione attività produttive quali immediate azioni intenda assumere per scongiurare che il settore siderurgico italiano venga svenduto al miglior acquirente, creando un inevitabile danno sociale ed occupazionale non solo a Terni, ma per l’intero sistema industriale italiano”.

Cgil, Cisl e Uil Umbria: “Mettere sul mercato Acciai speciali Terni in questo momento, nel bel mezzo di una pandemia mondiale e in piena recessione economica, appare come una vera e propria fuga di fronte alle difficoltà da parte della multinazionale ThyssenKrupp. Riteniamo questa scelta inaccettabile e chiediamo che la multinazionale sospenda la procedura, si prenda le proprie responsabilità e faccia quello che fino a ieri ha sempre detto di voler fare: puntare su Terni come stabilimento strategico, investendo e valorizzando le sue grandi potenzialità”

“Regione e Governo devono immediatamente prendere in mano la vicenda e riportare la multinazionale sul terreno del confronto responsabile - continuano i tre segretari - per l’Umbria, in questo momento, non è possibile aprire un fronte come questo, visto il peso e la rilevanza di Ast in termini economici ed occupazionali per la nostra regione. Da parte nostra - concludono Sgalla, Manzotti e Bendini - non esiteremo ad intraprendere tutte le iniziative necessarie".

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