Ast a Nera Montoro, De Rebotti: ipotesi impraticabile, inutile spostare i problemi di qualche chilometro

Il sindaco di Narni interviene sulla proposta del consigliere 5 Stelle Liberati di trasferire le acciaierie: affrontare in maniera omogenea le questioni del territorio

“Non sono tra coloro che considera l’idea del consigliere Liberati di spostare le acciaierie di Terni a Nera Montoro una proposta praticabile”. La premessa è chiara. Ma la sintesi del pensiero di Francesco De Rebotti, sindaco di Narni, apre in realtà una riflessione ben più profonda. Che parte dalla proposta del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, di spostare in un decennio le acciaierie dalla sede storica di viale Brin a Nera Montoro, ma poi arriva ad un punto diverso, suggerendo di “abbandonare l’ottica, quindi, di spostare presumibilmente i problemi di qualche chilometro ma affrontarli di petto senza impraticabili scorciatoie di riflessione ed azione”.

L’area ex Enichem

Il primo punto del ragionamento di De Rebotti tocca la zona che Liberati ha indicato come possibile nuova sede delle acciaierie: l’area ex Enichem. “Dopo decenni di pesante presenza di industria chimica – scrive De Rebotti - quell’area dev’essere decisamente indirizzata ad una produzione, ad una manifattura non più impattante come in un passato ormai alle spalle. La popolazione di quell’area (qualche migliaio di persone) avrebbe diritto ad un futuro caratterizzato da un originale e moderno equilibrio fabbrica-ambiente e da nuove e maggiori opportunità occupazionali, così come nel resto del territorio. In questa prospettiva c’è veramente molto da fare a sostegno degli investimenti e delle innovazioni di produzione delle fabbriche resilienti (per citarne solo alcune come Alcantara e Bayern Covestro), nel portare a termine i piani di bonifica di aree storiche (ex Adica), nel favorire il riutilizzo di porzioni di aree abbandonate e strutture non utilizzate per attività innovative ed a basso impatto (ex Sogeco), nel miglioramento degli standard di qualità e di processo degli impianti esistenti, come il biodigestore Green-Asm, che provoca tuttora non pochi problemi e disagi nelle emissioni odorigene della frazione organica del rifiuto. Sono quindi d’accordo con il consigliere Liberati quando indica una nuova strategia da adottare, arricchita anche di sue proposte interessanti ed in linea con le nostre politiche, ma ciò va fatto nella Conca e nell’area di Nera Montoro, in omogeneità, in continuità e coerentemente con le diverse prospettive che si delineano nel territorio.

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Incognita Acea, scommessa Leolandia

E non basta soltanto interrogarsi “insieme alle forze sindacali sul se e sul come arriverà l’acciaieria di Terni al 2030”, ma occorre affrontare un’altra fondamentale questione che lega industria, economia, ambiente e salute. “Mi interessa anche capire lo spirito della proposta circolata nei programmi del centrodestra di campagna elettorale del comune di Terni indirizzata a ‘favorire lo spostamento dell’inceneritore Acea fuori dalla Conca’. Cosa significhi nella realtà e quali saranno le intenzioni di Acea, divenuta ormai protagonista del e nel nostro territorio. Sono certo – sottolinea De Rebotti - che il consigliere Liberati osserverà con attenzione queste proposte e non sosterrà ipotesi irrealistiche o impraticabili e, come chiesto anche dalla Regione, saprà dare un contributo determinante a supporto di uno degli investimenti in assoluta controtendenza rispetto alla tradizionale attività manifatturiera del territorio e che apre spiragli inediti di sviluppo su settori pressoché inesplorati, quello del parco di Leolandia. Il merito dell’uscita del consigliere Liberati, indubbio, è quello di aver suscitato un dibattito, un confronto importante che spero abbia continuità a tutti i livelli e su cui mi riprometto di continuare a dare un contributo, spero positivo e costruttivo, per i destini delle nostre terre”.

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