Fiorini “spara” su Fratelli d’Italia: approvano atti in conflitto di interesse, io sono l’unica voce fuori dal coro

Il consigliere comunale di Terni replica agli attacchi del partito di Giorgia Meloni: la loro proposta che prevede la promozione di concorsi d’architettura sui progetti del Comune è uno spreco di soldi

Non si è fatta attendere la replica di Emanuele Fiorini, consigliere comunale di Terni, bersaglio nei giorni scorsi dell’attacco da parte della segreteria comunale e provinciale di Fratelli d’Italia.

“Quello che dico – spiega Fiorini - è stato da me sostenuto anche in sede di consiglio comunale e forse è stato proprio il mio intervento ad aver agitato Fd’I, il suo coordinamento comunale e provinciale”.

Fiorini fa riferimento al suo intervento relativo alla discussione che ha preceduto il voto – lo scorso 15 settembre - su un atto di indirizzo avente per oggetto la “promozione dei concorsi d’architettura ed urbanistica per progetti particolarmente complessi del Comune”.

“In un primo momento – ricostruisce Fiorini - l’atto era stato presentato da Fd’I, poi è approdato in consiglio comunale come proposta della prima commissione consiliare, è stato votato ed approvato”.

“Nel merito – spiega il consigliere comunale - questo atto prevede di organizzare concorsi internazionali per tutti i progetti pubblici particolarmente complessi, relativi anche alla redazione di progetti di fattibilità tecnico-economica da divulgare e promuovere attraverso la rete di rappresentanza nazionale e internazionale degli Ordini degli architetti e dell’Ordine degli ingegneri, al fine di selezionare, tramite una giuria composta da membri esperti, il miglior progetto e quindi un vincitore al quale verrà affidato l’incarico della successiva progettazione definitiva ed esecutiva”.

“Tutto ciò ha un costo aggiuntivo per l’amministrazione comunale e io non comprendo la ragione di tale scelta. Se da un lato l’amministrazione continua a ripetere che i soldi non ci sono per aiutare chi ha bisogno a causa della situazione economica ereditata, dall’altro decide di spendere due volte per le stesse cose. Infatti, per quegli stessi servizi che oggi si vogliono affidare mediante concorso di progettazione, vengono già pagati i tecnici comunali il cui operato, in alcuni casi, è stato gratificato dall’amministrazione stessa con il riconoscimento di premi ed è stato anche nominato un dirigente ai lavori pubblici”.

“Non capisco perché questo spreco di risorse pubbliche, a meno che l’amministrazione non pensi che i tecnici comunali non siano all’altezza. Allora a questo punto mi domando: perché li paghiamo? Questa modalità di svolgere concorsi di progettazione – aggiunge Fiorini - è già stata applicata per la progettazione della ristrutturazione del Teatro Verdi, rispetto alla quale nella delibera di giunta comunale numero 417 del 2019 è previsto uno stanziamento di 600mila euro per le spese tecniche del concorso e degli affidamenti successivi. In passato, per il Teatro Verdi sono stati spesi circa 200mila euro per progetti di ristrutturazione, ma quei progetti che fine hanno fatto? Soprattutto, quei soldi chi li restituisce alle casse comunali?”.

Fatte queste premesse, Fiorini entra nel vivo della questione: “Questo atto è stato voluto da Fd’I che in consiglio comunale conta quattro consiglieri, due dei quali sono architetti: uno esercita la professione mentre l’altra, pur non esercitando, ha un architetto in famiglia che esercita. Ma i consiglieri comunali non dovrebbero astenersi dal prendere parte alla discussione e alla votazione degli atti in cui è ravvisabile un conflitto di interessi?”.

“Purtroppo ciò non mi stupisce affatto, dato che il coordinatore provinciale di tale partito ha visto nominare la propria moglie nel cda di Umbria Energy e la consigliera regionale di tale partito, eletta nella provincia di Terni nonché presidente della terza commissione consigliare in Regione, ha pensato bene di assumere come assistente alla presidenza della terza commissione, cioè di se stessa, l’ex assistente del capogruppo del Pd della precedente legislatura regionale”.

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“Considerando anche che allo stesso partito alle ultime regionali ho portato 1.400 voti – conclude Fiorini, che lo scorso mese di ottobre è stato candidato proprio nella fila di Fd’I - dalla provincia di Terni, oggi si agitano contro di me, ma…. Su una cosa devo dare atto a Fd’I: quando dice che io sono l’unica voce fuori dal coro”.

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