Giovedì, 28 Ottobre 2021
Politica

Acea contro Asm, No inceneritori: logica pazzesca, necessario governo pubblico dei servizi essenziali

La multiutiliy romana ricorre al Tar contro il progetto sui rifiuti della municipalizzata, il Comitato: i sindaci di Terni e Narni obbediscono silenti, non un sussulto, non una visione strategica comune su acqua e rifiuti

Come disinnescare la miccia che ha acceso lo scontro tra Acea e Asm? “Rilanciamo l’azionariato diffuso per Asm e invochiamo il fallimento della società Sii per creare una nuova società pubblica dei Comuni”.

Ad intervenire dopo la notizia del ricorso al Tar della multiutility romana contro il progetto presentato dalla municipalizzata di Terni per un nuovo impianto di selezione dei rifiuti è il Comitato No inceneritori, secondo il quale la manovra di Acea non “è così strana se letta alla luce della ‘politica territoriale’ attuata nella Conca. Acea ha una chiara visione strategica della conca ternana, ha deciso quale funzione di servizio per l’area romana dovrà svolgere nello scacchiere della ‘geopolitica dei rifiuti e dell'acqua’ nazionale”.

No inceneritori riassume dunque le strategie di Acea in tutti i settori pubblici. “Vuole acquisire il controllo di maggioranza del Servizio idrico, gestisce al 50% la distribuzione elettrica con Umbria Energy, mentre attende l’autorizzazione a bruciare rifiuti urbani nel suo inceneritore ternano, ha acquisito in questo inizio 2020 le società che recuperano i rifiuti differenziati, gestisce ancora la discarica di Orvieto. Sta cioè occupando tutti i settori chiave della gestione dei rifiuti e del servizio idrico”.

Una strategia che renderebbe evidente il fatto che l’azienda capitolina “in questo momento stia di fatto sostituendosi alla politica e alle amministrazioni locali su materie di profondo interesse pubblico. Cosa dicono il sindaco di Terni e Narni? A quanto pare obbediscono silenti. Non un sussulto, non una visione strategica comune su acqua e rifiuti”.

È invece il momento della politica che deve intervenire, sostiene il Comitato, contro “questa logica pazzesca”.

“Noi crediamo necessario un governo pubblico e partecipato di servizi essenziali per tutti i cittadini. Rilanciamo l’azionariato diffuso per Asm e invochiamo il fallimento della società Sii per creare una nuova società pubblica dei Comuni”.

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