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Comune di Terni, acqua pubblica e Movimento cinque stelle: “Daremo battaglia in tutte le sedi”

Un pomeriggio infuocato nell’ultima seduta dell’anno del consiglio comunale di Terni prima dell’approvazione della delibera sulle partecipate

Un tema complessissimo, articolato e soprattutto molto delicato e piuttosto sentito. La sensazione percepita all’interno della sala consiliare di Palazzo Spada era la seguente. Sia maggioranza che opposizione auspicavano ad un fine comune: esporre con chiarezza massima le proprie posizioni davanti al pubblico presente, utenti allo streaming ed agli operatori dell’informazione. C’è chi ha utilizzato anche passaggi di normative, statuti, ha portato dati, evocato il passato tornando su scelte e decisioni adottate anche da precedenti amministrazioni.

Una doverosa premessa. Nel corso del consiglio comunale di ieri si è dibattuto sulla revisione delle partecipazioni ordinarie possedute dal comune allo scorso 31 dicembre. Lo scorso 10 del mese medesimo, quando la seduta venne sospesa a causa della mancanza del numero legale, sull’ipotesi di cessione delle quote del servizio idrico detenute da Asm ad Umbria 2. Insomma apparentemente questioni teoricamente non propriamente sovrapponibili ma comunque neppure troppo distanti tra di loro. Ed a distanza di diciassette giorni la bagarre, seppur meno accesa, è scattata alla presenza di una cinquantina di cittadini che hanno applaudito a più riprese gli interventi degli esponenti del M5S.

Che sia un tema particolarmente sentito dal Movimento lo si può testimoniare dalla prima stella che ne caratterizza il simbolo: “acqua pubblica”. Lo hanno ricordato ieri i consiglieri che sono tutti intervenuti per apporre le proprie ragioni. Ha iniziato Valentina Pococacio che ha informato il presidente Ferranti della richiesta di audizione ristretta poi accolta. Il capogruppo Federico Pasculli ha ricordato come: “L’ex assessore Dominici voleva cambiare il ruolo dominante di Acea ma sappiamo come è andata a finire. Servirebbe cambiare direzione nel difendere l'acqua pubblica, quale diritto dei cittadini, ma questa maggioranza si guarda bene dal farlo”. Sulle interpretazioni Claudio Fiorelli si è focalizzato: “In base a ciò che si vuol sentirsi dire. Da Acea è arrivata una proposta di acquisto. Si tratta di una questione piuttosto pericolosa” ha aggiunto. I toni della discussione si sono alzati soprattutto quando Valentina Pococacio ha ricordato alla maggioranza: “La possibilità di intervenire a causa di un largo consenso per modificare statuto e patti parasociali. C’è un privato che sta decidendo per noi al quale state dando più potere, non vi nascondente”. Una battaglia annunciata in tutte le sedi da Luca Simonetti e con tutte le forze ha aggiunto Comunardo Tobia: “Ad una delibera che è una porcata” definita dal primo citato.  

Naturalmente gli scenari sono tutti aperti e soprattutto in evoluzione: alla convocazione dei prossimi consigli comunali - ad anno nuovo - per un tema naturalmente molto sentito.

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