“Addio Pd”, le ragioni di Grimani: troppe guerre, ma alle Regionali sosterrò Bianconi perché c’è da fermare questa onda nera

Il senatore è passato a Italia Viva di Renzi: le risposte dei democratici non sono più sufficienti, questo progetto è per chi vuole dare una scossa e non rassegnarsi alla destra sovranista

Non sbatte la porta Leonardo Grimani: “Non apro un confronto in questo momento con il Partito democratico”. Ma non fa nemmeno finta che il suo “trasloco” sia indolore e senza motivo. L’urgenza di questi giorni però è un’altra: “Fermare la Lega”. E quindi, pur avendo traslocato dai dem all’Italia Viva di Renzi, assicura il suo “sostegno” a Vincenzo Bianconi, candidato presidente del ticket Pd-Movimento 5 Stelle alle prossime regionali. “Questa alleanza però non può essere strutturale, ma deve essere occasionale”.

Già sindaco di San Gemini, eletto al senato della Repubblica con il Partito democratico, Grimani nei giorni scorsi ha annunciato la volontà di lasciare i dem e transitare nel nuovo partito dell’ex premier Matteo Renzi. “Il mio popolo di riferimento – dice in una conferenza stampa convocata questa mattina all’Hotel Valentino di Terni – resta quello del centrosinisitra. Questo di Renzi è un progetto che ha ancora basi fragili: Renzi non può garantire niente a nessuno e anzi forse conveniva restare”, dice riferendosi a chi in queste ore ha insinuato una “caccia” alle poltrone. “Non abbiamo chiesto niente”, ribadisce. Però, restare nel Pd era diventato impossibile.

Il Pd è diventato un luogo dove ti devi guardare da quello che ti siede vicino. Io resterò sempre del popolo del centrosinistra. La mia elezione a senatore in questo territorio ha scatenato una corsa a non riconoscere il mio ruolo. Si è passato il tempo a cercare di demolire con mezzo partito che ha voluto soltanto boicottare quello che si faceva. Ho concluso il mandato deliberando la ricandidatura del presidente uscente della Regione (Fabio Paparelli, ndr). Potevo buttarla nel caos ma non l'ho fatto.

Il momento della resa dei conti non è però ancora arrivato. “Non apro un confronto in questo momento con il Pd: sosterrò la candidatura Pd-M5S di Bianconi proprio perché contesto il combattere chi ti sta vicino. L’avversario vero è il centrodestra: bisogna fermare quest’onda nera”.

“La leadership di Renzi – ricostruisce poi il senatore - prefigurava questo avvenimento ma non c’è stata nessuna accelerazione. In occasione della crisi di Governo c’è stata anzi la volontà di garantire una maggioranza al Paese”.

“Le direttrici che ha indicato Renzi che puntano meno tasse, crescita e investimenti pubblici, dicono che è arrivato il momento di fare le cose. Al contrario, i continui rumors sul ‘tutto pubblico’, su un welfare novecentesco e sulla distribuzione di qualche tutela fanno pensare ad una strategia dettata dalla rassegnazione”.

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“Ho aderito a Italia Viva perché credo che le risposte del Pd non sono più sufficienti. Ho avuto molti messaggi da parte di chi vuole partecipare a questo progetto. Non vogliamo fare un partitino di centro. È un progetto che vuole affacciarsi a quel pezzo d’Italia che vuole dare una scossa, che non si vuole rassegnare alla destra sovranista e ad una alleanza Pd-5 Stelle che non può essere strutturale ma deve essere occasionale”.

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