Appalti in ospedale, ecco le la carte del collegio sindacale

La relazione dei tecnici parla di “frazionamento artificioso” per le gare relative alla formazione professionale. La Lega attacca, i vertici del Santa Maria: forniti opportuni chiarimenti

Il dettaglio della relazione del collegio sindacale

Si tratta di poche righe che compaiono, con la stessa formulazione, nelle due relazioni semestrali che il collegio sindacale dell’azienda ospedaliera di Terni. In entrambi i documenti, la formula resta la stessa, questa:

Nel predetto periodo (sia il primo che il secondo semestre 2017, ndr), sulla base delle verifiche e degli accertamenti svolti, il Collegio ha rilevato presunte irregolarità nelle delibere numero 780/2016, 885/2016 e 432/2017 contenenti un artificioso frazionamento di appalti relativi alla formazione professionale.

RELAZIONE PRIMO SEMESTRE

RELAZIONE SECONDO SEMESTRE

L’affondo della Lega

Parole, quelle che il collegio sindacale dell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni (composto da Roberto Belli, presidente, Marco Piepoli e Paolo Sebastiani) hanno fornito l’assist alla Lega Umbria nei giorni scorsi per chiedere di “fare chiarezza”.
“Confidiamo nella volontà degli organi preposti – ha scritto il consigliere regionale del Carroccio Emanuele Fiorni, intervenuto sulla vicenda assieme al collega Valerio Mancini - nel voler approfondire anche questo nuovo capitolo relativo alla formazione professionale. È necessario far luce sulla totale gestione dell’ospedale ternano in relazione ad appalti e affidamenti diretti. Invitiamo l’assessore regionale Barberini, che fino a questo momento ha brillato per l’assenza in tutte le vicende giudiziarie che coinvolgono la sanità umbra, a procedere all’azzeramento degli incarichi sugli appalti e alla rotazione dei dirigenti, al fine di garantire il massimo della trasparenza e legalità fino a conclusione della vicenda”.

La replica dell’ospedale

“Anche in merito a questa vicenda - precisa il direttore generale dell’ospedale di Terni, Maurizio Dal Maso -  sono stati forniti in tempi e contesti diversi, ai soggetti che ne hanno fatto richiesta, gli opportuni chiarimenti e nulla è stato eccepito nei confronti dell’azienda, la quale ha sempre lavorato cercando efficacia ed efficienza gestionale a tutela dei pazienti, come dimostrano gli importanti risultati assistenziali raggiunti in questi due anni, e su questa strada continuerà a lavorare, augurandosi di non dover subire attacchi strumentali di natura politica che nulla hanno a che vedere col miglioramento delle cure e dell’assistenza ai cittadini”.

"Chiarimenti non idonei"

Le relazioni del Collegio sottolineano però che “i chiarimenti forniti, per ultimo quello del 7 marzo ultimo scorso (2018, ndr) protocollo numero 13396 a firma del direttore amministrativo, non sono stati ritenuti idonei”.
Le relazioni, inviate al presidente della giunta regionale, Catiuscia Marini, al presidente del consiglio regionale, Donatella Porzi, al comitato per il monitoraggio e la vigilanza dell'amministrazione regionale dell’Umbria e al sindaco di Terni, Leonardo Latini e protocollate a palazzo Cesaroni lo scorso 5 maggio, sono state trasmesse anche al ministero dell’Economia e delle Finanze e alla ragioneria generale dello Stato visto che hanno riguardato, in particolare, “l’amministrazione dell’azienda sotto il profilo economico, dell’osservanza delle norme di legge, della tenuta della contabilità, della conformità del bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili”.

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