Aria di crisi nella giunta Tardani. La sindaca di Orvieto sempre più isolata

A poco più di un anno dal trionfo elettorale, la sindaca Tardani sente la pressione della Lega dentro e fuori dal consiglio comunale. E in giunta la temperatura sale alle stelle.

Cosa sta accadendo dentro e fuori i “palazzi del potere” di Orvieto? Sembra così lontano quel 10 giugno 2019, quando Roberta Tardani e il suo progetto di cambiamento sostenuto dalla coalizione di centrodestra, registrarono un vero e proprio trionfo al ballottaggio contro l’ex sindaco Giuseppe Germani.  5.956 voti pari a 57,00%. Qualcosa di inaudito per la città che portò una donna, per la prima volta, sullo scranno più alto del governo orvietano. Una prima fase di “luna di miele” fisiologica con la città e, successivamente, l’avvento della pandemìa hanno contribuito a mettere sotto il tappeto una realtà apparsa chiara agli osservatori sin dalle prime ore di insediamento della giunta. Una realtà che ha a che fare col peso specifico della Lega in consiglio comunale e nella giunta. A questo si aggiunge il progressivo deterioramento del peso politico del progetto civico a sostegno della Tardani la quale, dopo essersi slegata da Forza Italia, non ha voluto entrare in nessuna delle altre due case del centrodestra.

La maggiornaza attuale e i possibili sviluppi

La Lega, “azionista di maggioranza” in consiglio comunale, ha perso negli scorsi mesi il consigliere Olimpieri (entrato nel gruppo misto) passando da 5 a 4 esponenti. La cifra sale a 7 considerando ben 3 assessori, compreso il vicesindaco. La lista civica “Progetto Orvieto”, che avrebbe dovuto assurgere a “partito del sindaco”, passa da 3 a 2 consiglieri comunali dopo il passaggio di Beatrice Casasole nelle file di Fratelli d’Italia, più un assessore in giunta. E poi c’è il partito della Meloni rappresentato da 2 consiglieri, uno dei quali è anche presidente del consiglio. Il punto debole della maggioranza sembra essere proprio “Progetto Orvieto” che rischia di arrivare allo smembramento. Un’occasione per i partiti che potrebbero accaparrarsi altri due consiglieri. Una condizione in continuo movimento sotto i piedi della Tardani che rischia di essere sempre più isolata e costretta quanto meno a valutare se sia opportuno o meno cedere alle “lusinghe” della Lega per continuare a governare.

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Nervosismi e contraddizioni

Insomma, l’estate si preannuncia bollente per la maggioranza e il sindaco nello specifico. Una stagione dominata da nervosismi e contraddizioni. L’ultima, in ordine di tempo, è emersa durante e dopo l’ultimo consiglio comunale che ha approvato, senza il voto della sindaca assente per altri impegni, la mozione di Fratelli d’Italia sulla riapertura del mercato di Piazza del Popolo. Il provvedimento è stato poi in sostanza frenato dalla Tardani attraverso un post di Facebook, con il quale ha affermato perentoriamente che il mercato di Piazza del Popolo riaprirà solo quando le normative anti covid lo consentiranno. Una retromarcia criticata da alcuni consiglieri comunali soprattutto per le modalità di comunicazione non convenzionali e fuori dall’assise consiliare. Una collana di contrapposizioni che stanno complicando l’attività di governo anche in giunta, spesso e volentieri teatro di scontri interni. Insomma, stiamo assistendo a una fase estremamente critica del governo Tardani nella quale, giorno dopo giorno, si sta insinuando la proposta della Lega che sembrerebbe tendere un salvagente alla sindaca affinché entri nell' "orbita Salvini”. Una proposta che, tuttavia, dovrà valutare se essere davvero salvifica o meno.

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