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Rimpasto di giunta e reazioni, Terni Valley: “Siamo certi che un’alternativa si può e si deve costruire”

L’associazione Terni Valley: “Combattere l'indifferenza deve essere l'impegno di tutti perché è tra l'assenteismo e l'indifferenza che poche mani tessono la tela della vita collettiva”

foto Giacomo Sirchia

Una pluralità di reazioni, come comprensibilmente avviene nel gioco delle parti. A seguito del rimpasto di giunta ufficializzato da Leonardo Latini l’associazione Terni Valley ha espresso la propria posizione, ricordando origini ed obiettivi prefissati: “Dimmi cosa sai fare, non chi conosci. Con questo motto cinque anni fa nasceva Terni Valley, come alternativa ad una classe dirigente che per decenni aveva seguito la logica opposta e portato la città ad essere un luogo dal quale fuggire per chi aveva talento, capacità, voglia di impegnarsi, e soprattutto assoluta indisponibilità a giurare obbedienza alle congreghe di partito che la governavano e governano”.

Un ulteriore passaggio: “Le elezioni amministrative hanno segnato uno spartiacque decisivo che ci ha consegnato una diversa classe dirigente, ad oggi ben peggiore di quella precedente. Una classe dirigente inetta e incapace, famelica di poltrone e ossessionata dalle spartizioni, completamente indifferente alla domanda di cambiamento che tanti ternani ripongono in chi governa”. Ed ancora: “Una classe dirigente che ha aumentato la sfiducia ed il divario sociale. Completamente fallimentare sul piano dell'innovazione, dello sviluppo economico e della tutela dell’ambiente. La cacciata di oggi del vicesindaco e assessore alla cultura, perché non organico ad alcun partito a quelle logiche che avvelenano e ammorbano la città, è l'ultimo atto”.

La riflessione su Andrea Giuli uscito dalla giunta comunale, a seguito del nuovo rimpasto: “Dire al vicesindaco te lo avevamo detto a poco serve. Arrabbiarsi con lui per aver prestato il suo impegno a questa amministrazione neppure. Ne ha beneficiato la città, un qualcosa che certamente dobbiamo riconoscere, e tanto ci basta. Quello che ora serve, oggi come cinque anni fa, è non rassegnarsi a ciò che viene deciso dall'alto ed essere capaci a tramutare la rabbia in speranza".

"La nostra esperienza ha dimostrato e vuole continuare a dimostrare questo, che è possibile mettere in campo le energie migliori per restituire ai ternani una città che gli appartiene e che da troppo tempo gli è tolta. Ciò si può fare anche senza nessuna tessera di partita, senza dover giurare fedeltà a nessuno se non a sé stessi e alla città. Combattere l'indifferenza deve essere l'impegno di tutti perché è tra l'assenteismo e l'indifferenza che poche mani, spesso non sorvegliate da alcun controllo e anche esterne dalla città, tessono la tela della vita collettiva, ed è questa la causa di tutti i mali”. Una postilla a chiusura dell’intervento: “Noi c'eravamo, ci siamo e ci saremo e siamo certi che un’alternativa si può e si deve costruire”.

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