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Domenica, 28 Novembre 2021
Politica

Strategie per l’acciaio, Letta ad Agorà: “Sulle politiche nazionali serve nuova riflessione”

Il segretario del Pd interviene a Terni all’evento organizzato dai Dem sulla siderurgia. Todde: “Definire bene regole di ingaggio tra governo e multinazionali”

“L’Italia ha bisogno di una riflessione nuova per quanto riguarda le politiche industriali”. Così il segretario del Pd, Enrico Letta, ha aperto a Terni, in collegamento video, l’evento Agorà - Strategie per la siderurgia italiana, organizzato dal Partito democratico regionale e provinciale di Terni. 

I temi. Diversi gli argomenti presi in considerazione durante il dibattito, che nella prima parte ha avuto un approccio nazionale e internazionale rispetto alla situazione attuale, per poi concentrarsi, nella seconda parte, su Terni e Arvedi. Risposta alla pandemia, mercati internazionali, svolta green: questi i principali snodi affrontati nei diversi interventi. “Ciò che è capitato negli ultimi anni - ha proseguito Letta - sta oggettivamente modificando i punti cardine della bussola delle politiche industriali. Un Paese che si vanta giustamente di essere la seconda potenza industriale d'Europa e tra le principali nel mondo ha necessità di essere all'avanguardia sulla riflessione su come le politiche industriali debbano essere rielaborate con un occhio al futuro e alle trasformazione. Materie prime, prezzo dell’energia e logistica sono questioni che stanno vedendo delle modifiche di dimensioni e aspetti qualitativi di impatto tale che non si era visto da molto tempo. Per questi motivi affrontare una riflessione sul tema della politiche industriali e in particolare sulla siderurgia rappresenta un punto di riferimento importante e uno degli elementi sui quali abbiamo intenzione di lavorare”.

La Todde. “La partita del siderurgico - ha spiegato nel suo intervento il viceministro allo Sviluppo economico Alessandra Todde - deve essere inserita in un contesto ovviamente non solo nazionale, ma anche europeo e internazionale. Per quanto riguarda il ruolo delle multinazionali, è importante mettere in evidenza da subito le regole di ingaggio che un governo definisce con i diversi player, in modo che ci sia un quadro di riferimento chiaro sin dai primi passi. Soprattutto quando ci si trova di fronte a player che utilizzano fondi pubblici. In più, altro tema, quando le multinazionali disinvestono dai territori, devono farlo con ordine, visto che, se la procedura è poco ordinata, spesso uccidono anche tutto il tessuto dell’indotto”. 

I sindacati. All’evento ha preso parte anche la segretaria generale della Fiom Cgil, Francesca Re David. “Il piano nazionale della siderurgia deve andare insieme al piano energetico, non si può parlare di innovazione se non si capisce come si ha l’energia elettrica con un certo costo, il gas e come si arriverà all’idrogeno nel futuro. Spero che di questi temi qualcuno ne stia discutendo. Questo qualcuno non siamo noi a nessun livello. A noi ci si aspetta di dire quello che succederà”.

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