Battaglia legale sulle farmacie, schermaglie al Tar tra Comune e Cgil

Palazzo Spada contesta la legittimità del sindacato a presentare ricorso contro la vendita. Chiesta l'acquisizione del parere dell'avvocatura dello Stato sul lascito Falchi. Sentenza in autunno

La farmacia comunale di corso Tacito

Si dovrà attendere l'autunno, presumibilmente tra settembre e ottobre, per la sentenza del Tar dell'Umbria sul ricorso presentato dalla Cgil contro la vendita delle farmacie comunali di Terni. Questa mattina l'udienza a Perugia caratterizzata dalle schermaglie preliminari sulla legittimità del sindacato ad impugnare atti politici ritenuti dai legali del Comune insindacabili.

La difesa della Cgil - affidata agli avvocati Patrizia Bececco e Claudio Biscetti - ha contestato tale interpretazione ricordando ai giudici come anche la Corte dei conti, nella sentenza con la quale ha bocciato il piano di riequilibrio finanziario di palazzo Spada che conteneva il piano di cessione delle farmacie, aveva proprio citato il ricorso del sindacato mettendolo in relazione al rischio della perdita dei posti di lavoro che si sarebbe corso con tale operazione

I legali del sindacato hanno anche chiesto ai giudici del tribunale amministrativo di valutare l'acquisizione del parere dell'Avvocatura dello Stato - pubblicato nei giorni scorsi da Terni Today - relativo al contenzioso sul lascito Falchi che ora è anche al centro dello scontro tra il neo assessore al Bilancio, Fabrizio Dominici, e l'amministratore unico delle farmacie, Sciamanna. Per la Cgil - ma in realtà anche per il vecchio cda dell'azienda - proprio il vincolo sul fondo Falchi, da destinare ad attività socio-assitenziali, sarebbe ostativo alla vendita delle farmacie almeno per come era stata formulata dalla passata amministrazione comunale, andando anche a influire sulla valutazione di mercato e quindi di vendita, peraltro già bocciata dalla Corte dei conti.

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Il ricorso al Tar è stato presentato dalla Filcams Cgil per conto dei dipendenti delle farmacie comunali nell'aprile 2017 ed ha impugnato tutti gli atti deliberati dal Comune per procedere alla cessione dell'azienda. Atti anche contraddittori tra loro, hanno sottolineato i legali del sindacato, considerando che nel giro di pochi mesi l'amministrazione passò da documenti in cui si evidenziava la "missione pubblica" delle farmacie ad altri dove l'attività non veniva più considerata strategica. Tanto da essere inserita nella lista delle partecipate da mettere sotto la "tagliola" della legge Madia. Una "trappola" che scatterà alla fine del prossimo mese di settembre e che potrebbe portare anche alla dismissione e alla liquidazione delle farmacie comunali nel caso in cui non si dovessero trovare acquirenti. Da qui l'esigenza della nuova amministrazione comunale di individuare in tempi celeri la nuova procedura pubblica per selezionare il soggetto gestore delle farmacie e fare cassa. In questo scenario contorto resta quindi da capire come l'eventuale sentenza del Tar, attesa come detto in autunno, possa influire o meno su una partita che si giocherà e definirà nelle prossime settimane.   

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