“Bella ciao”, arriva sostegno a Terni Donne. L’appello di Verini al sindaco: “Si scusi a nome dei suoi assessori”

“No alla censura e al linciaggio nei social. Sorella ciao è un testo dedicato alle donne morte per femminicidio, non c'è nessuna strumentalizzazione politica”

Casa delle Donne Terni, foto presa da Facebook

Quest’anno il 25 novembre a Terni rischia di essere ricordato per la polemica tra gli assessori del Comune di Terni, Elena Proietti e Marco Cecconi, e il flash mob sulle note di “Bella ciao” cantato in piazza della Repubblica dalla Casa delle Donne di Terni.

Dopo gli insulti sui social, sono tante le voci che si stanno alzando a difesa della loro manifestazione: “Vogliamo esprimere il nostro sconcerto politico per una vergognosa campagna che l’Assessore Cecconi insieme alla sua collega Proietti – scrivono Sonia Berrettini e Donatella Massarelli (Pd Terni) – hanno promosso contro la Casa delle Donne di Terni e l’Associazione Terni Donne ree di aver cantato Sorella Ciao, un testo ideato dalla Maestra del coro VocInsieme della Casa, sulla base musicale di Bella Ciao, dedicato alle donne morte per femminicidio”.

Cos'è successo: cantano "Bella ciao" in piazza

Non una canzone politica, quindi: “Bella Ciao è una canzone che nel mondo, non in Italia, ma nel mondo, è diventata simbolo di lotta per la libertà e di resistenza. Le donne del Coro VocInsieme l’hanno scelta nel loro repertorio per comunicare un messaggio di resistenza verso chi usa la violenza per impedire la libertà femminile”.

Nessuna istituzione politica può intervenire con la censura nei confronti della libera scelta di un’associazione di donne solo perché operano in una struttura messa a disposizione dal Comune. La casa delle donne è una delle poche realtà vive, attivissime, autofinanziate, di mutuo aiuto ed autonome che nel corso di questi ultimi anni hanno avuto vita in questa città”.

E concludono: “È di una gravità assoluta che un rappresentante delle istituzioni promuova un linciaggio sui social alimentando richiami al duce e all’odio, strumentalizzando una manifestazione di denuncia della violenza di genere e preoccupandosi del canto scelto a tal fine e liberamente dalle donne”.

La presa di posizione degli assessori Cecconi e Proietti

Quanto accaduto a Terni è inaccettabile – scrive il consigliere comunale Alessandro Gentiletti (Senso civico) – che rappresentanti delle istituzioni protestino contro delle cittadine e dei cittadini e contro il diritto costituzionale di manifestare liberamente è gravissimo. Predisporrò una interrogazione urgente su quanto accaduto con particolare riferimento alla conferenza stampa e alle dichiarazioni dell'assessora allo Sport e dell'assessore al Welfare. Esprimo la mia solidarietà a Terni Donne che fa veramente volontariato a differenza di altre associazioni e che è stata vittima di un vergognoso attacco politico”.

“Ogni vano tentativo di strumentalizzazione di questo momento di condivisione non riuscirà a sminuire la convinzione, la forza e lo spirito con cui le donne si sono ritrovate il 25 – aggiunge Francesco Filipponi (Pd) – le politiche di sostegno alle donne vittime di violenza sono sempre state elemento caratterizzante dell'azione amministrativa del nostro comune, continueremo a lavorare affinché si continui la strada intrapresa”.

La risposta di Terni Donne e il testo di "Sorella ciao"

C’è anche chi si rivolge direttamente al sindaco Latini: “Mi rivolgo a lei per suggerirle di ringraziare le donne ternane che, su iniziativa dell'associazione Terni Donne, si sono ritrovate domenica scorsa in Piazza per far sentire ancora la voce contro la violenza alle donne – propone in una nota il deputato del Pd Walter Verini – era la giornata internazionale dedicata a questa causa e le donne ternane, che fanno vivere volontariamente e meritoriamente l'attività della Casa delle Donne, lo hanno fatto anche intonando l'aria di una canzone di libertà, Bella Ciao, con parole appropriate dedicate alla giornata”.

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E conclude “Le ringrazi per questo, Sindaco, e aggiunga anche le scuse a nome di due assessori della sua giunta, che di fronte a questa manifestazione di impegno e di valore civile e culturale non hanno saputo far altro che colpire di fatto quella manifestazione, le sue modalità di svolgimento, esponendola anche ad attacchi e insulti nei social media. Se non si scusano loro - come dovrebbero - lo faccia lei, che in quanto Sindaco ha l'onore e l'onere di rappresentare tutti i cittadini”.

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