Canoni idrici, Fiorini e Leonelli (Uniti per Terni): “Attivarsi onde evitare di perdere risorse importanti”

La richiesta dei due consiglieri del gruppo Uniti per Terni: “Necessario che la regione si attivi immediatamente”

foto di repertorio

I consiglieri comunali Emanuele Fiorini e Anna Maria Leonelli – Uniti per Terni - intervengono sui cosiddetti canoni idrici, ossia l’imposta che il gestore dell’impianto idroelettrico deve corrispondere agli enti pubblici locali per la concessione e lo sfruttamento di acque pubbliche con lo scopo di produrre energia elettrica.

“In passato abbiamo spesso criticato la regione a guida Marini perché riversava troppe poche risorse provenienti dai canoni idrici ai comuni interessati da questi impianti invasivi, come la stessa Terni. – affermano i consiglieri - Impianti che allo stesso tempo, però, rappresentano una grande ricchezza per lo sviluppo del territorio in termini di lavoro perché con determinate risorse si possono sviluppare grandi iniziative culturali, turistiche, sportive, opere pubbliche per rilanciare il territorio e le manutenzioni allo stesso.

Qualche giorno fa qualcuno è intervenuto chiedendo che i canoni idrici venissero utilizzati per agevolare possibili mondiali di tiro con l’arco 3D, ma oggi rischiamo che quei canoni non siano più gestiti dalla regione bensì dallo Stato, con una riduzione del 10% degli introiti.

Potrebbe succedere questo perché la Regione, come richiesto dallo Stato, fra il 13 febbraio ed il 31 marzo deve emanare una legge per disciplinare le modalità e le procedure di assegnazione dei canoni idrici.

Al momento la regione Umbria non ha neanche previsto una bozza in merito a questa legge e se non ci riesce entro il 31 marzo, come previsto dal D.L. n°135/2018 sarà lo stesso Governo a gestire i canoni idrici del nostro territorio con una riduzione degli stessi, come detto, del 10% dell’importo che andrebbero al Patrimonio Statale.

È necessario che la regione – concludono Fiorini e Leonelli - si attivi immediatamente perché se ciò accadesse sarebbe una grossa perdita di risorse e i nostri territori, Terni in primis, non possono permetterselo. Basta parole, servono fatti concreti”.

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