Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Oltre 460 domande per una trentina di appartamenti. E le porte delle case popolari restano ancora chiuse

Terni, le opposizioni contro Ceccotti: ritardi inaccettabili, ritirare le deleghe all’assessore. Bartolucci (Sunia): il Covid è una scusa, serve una mappatura aggiornata degli immobili davvero disponibili

foto Giacomo Sirchia

La graduatoria definitiva delle domande ammesse al bando di concorso per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica è stata approvata dalla direzione welfare del Comune di Terni lo scorso 3 febbraio. Il 10 febbraio il documento è stato pubblicato all’albo pretorio di Palazzo Spada ed ancora oggi è consultabile on-line. Ci sono 466 domande con un punteggio che va da zero a 19 e, in un elenco a parte, la lista degli 87 esclusi per ragioni diverse. Un esercito che combatte per un tetto. Anzi, per una manciata di tetti visto che gli appartamenti da assegnare sono una trentina.

“Forse, nel frattempo, sono diventati 35 – dice Romolo Bartolucci, responsabile del Sunia di Terni – E comunque anche noi accusiamo questo forte ritardo nell’assegnazione e sollecitiamo il Comune di Terni e gli enti preposti a stabilire quanto prima chi deve prendere la casa e in quali termini. Tutti si nascondono dietro all’emergenza Covid – rileva Bartolucci - ma mi sembra una fesseria”.

“I ritardi nell’attribuzione delle case popolari meriterebbero il ritiro delle deleghe dell’attuale assessore al welfare Cristiano Ceccotti e le scuse pubbliche del suo assessorato”, rilanciano i consiglieri di Movimento 5 Stelle, Partito democratico e Senso civico.

“È gravissimo e intollerabile che, a quasi un anno dal bando, ancora oggi tanti nostri concittadini appartenenti alle fasce più deboli debbano attendere non si sa cosa, prima di veder realizzato un proprio diritto. Per l’ennesima volta – sottolineano - i gruppi di minoranza a Palazzo Spada si trovano a commentare una situazione non più tollerabile. Mese dopo mese stiamo ricevendo rassicurazioni che si traducono sistematicamente in un nulla di fatto”.

“Non ci piace usare questi toni ma, sono sempre più le persone disperate che vivono questo purgatorio. I cittadini hanno bisogno di chiarezza e risposte celeri, soprattutto chi è in attesa di una casa dove costruirsi un futuro”.

“Poco prima di ferragosto – aggiunge Bartolucci – abbiamo sollecitato la necessità di prendere in seria considerazione le possibilità offerte dall’ecobonus che può essere utilizzato anche per la riqualificazione e il recupero degli immobili esistenti. Per questo sollecitiamo Comune e Ater ad effettuare una mappatura degli immobili esistenti e non utilizzati, per individuare le possibili soluzioni di ristrutturazione ed eventuale rigenerazione delle periferie. La manutenzione preventiva è importante perché sappiamo quante case ci sono a disposizione”.

“Quello della casa è un problema grandissimo – conclude Bartolucci – Ma serve la volontà per affrontare la questione.  Anche perché, altrimenti, le conseguenze le paga sempre l’inquilino, chi ha bisogno”.

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