Asm-Acea, spunta il documento “segreto”: sì alla vendita diretta, ma solo se c’è convenienza

La “guerra” dell’acqua oggi approda in consiglio comunale. Ecco il parere legale richiesto dal Servizio idrico integrato. I sindacati: tutelare i lavoratori. Gentiletti (Senso civico): chi voterà la delibera, se ne assumerà la responsabilità

Oggi approda in consiglio comunale la delibera ratificata nei giorni scorsi dall’esecutivo di Palazzo Spada con la quale si avvia la cessione di una parte cospicua di quote del Servizio idrico integrato di proprietà di Asm ad Umbriadue, società controllata da Acea. Un primo passo che consentirebbe alla multiutility romana di conquistare la maggioranza del pacchetto azionario in seno alla società che nel Ternano gestisce il servizio idrico integrato. Un primo passo che ha sollevato le opposizioni in consiglio comunale, la rabbia del Comitato No Inceneritori Terni, dell’Usb e di Terni Valley che oggi saranno nell’aula consigliare.

Ieri il documento è stato oggetto di una audizione da parte della terza commissione consigliare di Palazzo Spada durante la quale sono stati ascoltati il presidente di Asm, Mirko Menecali, e il sindaco di Terni, Leonardo Latini. L’amministrazione, dal canto suo, ha ribadito la bontà dell’operazione che porterà “solo vantaggi” perché metterà nelle casse di Asm una liquidità certa (la vendita delle quote genererà circa 6 milioni di euro) che significa continuare ad essere operativi in maniera stabile. L’operazione Asm-Acea, ha poi aggiunto il sindaco, non tocca il tema dell’acqua come bene pubblico. “Evitiamo semmai l’aumento delle tariffe, che l’azienda entri in crisi e che i comuni vadano in sofferenza”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente Menecali che ha ribadito il carattere finanziario dell’operazione e che Asm “ha bisogno di questi soldi” per non andare in sofferenza.

Agli atti della riunione della commissione è stato poi depositato un documento “segreto”. SI tratta di un parere legale che la Sii ha richiesto professor avvocato Fabio Elefante, nel quale si analizzano i dettagli tecnici dell’operazione, con una attenzione particolare alle modalità con cui le azioni passeranno dall’azienda ternana a totale partecipazione pubblica ad Acea, società mista pubblico-privata, partecipata dal Comune di Roma.

“La ipotizzata operazione di ristrutturazione societaria, tesa, tra l’altro, anche a rendere univoco e certo tale consolidamento – scrive il professor Elefante al termine di una analisi piuttosto articolata della situazione - appare legittima”. Elemento centrale delle conclusioni del parere legale è però quello in cui si sottolinea che l’operazione “può seguirsi” attraverso “la alienazione diretta della partecipazione Asm a Umbriadue, purché questa sia motivata da apposita delibera del consiglio comunale di Terni che dia analiticamente atto della convenienza economica dell’operazione di negoziazione diretta con un singolo acquirente, con particolare riferimento alla congruità del prezzo di vendita”. In buona sostanza, il consiglio comunale dovrà “certificare” che il passaggio è “analiticamente” conveniente.

Questo in base all’articolo 10 del Testo unico sulle società partecipate che disciplina le procedure di alienazione delle partecipazioni sociali e che al comma 2 spiega come “l’alienazione è effettuata nel rispetto dei principi di pubblicità, trasparenza e non discriminazione. In casi eccezionali l’alienazione può essere effettuata mediante negoziazione diretta con un singolo acquirente. Tale ultima possibilità è attivabile previa deliberazione dell’organo competente (…) che sia analiticamente motivata in relazione alla convenienza economica dell’operazione, con particolare riferimento alla congruità del prezzo di vendita. Il diritto di prelazione dei soci eventualmente previsto dalla legge o dallo statuto è comunque fatto salvo. L’eventuale mancanza o invalidità dell’atto deliberativo - spiega ancora la normativa -determina l’inefficacia dell’atto di alienazione della partecipazione”.

“Sul piano tecnico – rileva Alessandro Gentiletti, capogruppo in consiglio comunale di Senso civico - non emerge alcuna convenienza economica per Asm di procedere a negoziazione diretta con Umbriadue invece che con una gara ad evidenza pubblica. Chi voterà la delibera se ne assumerà la responsabilità. In tal senso si è espresso anche un parere legale fornito alla Sii e che solo dopo mia insistenza è stato prodotto e fornito ai consiglieri. Ho posto più questioni pregiudiziali anche a tutela dei colleghi di maggioranza che dovranno avallare una operazione pesante che vende patrimonio pubblico senza alcuna certezza di convenienza economica, anzi. Ho fatto notare che giudico sorprendente che non si sia deciso di attendere la conclusione della gara pubblica per un advisor promossa da Asm per la redazione di un piano finanziario complessivo ma di procedere prima a questa operazione. Tutta questa fretta è inspiegabile ed inaccettabile. Così come le modifiche allo statuto del Sii la cui bozza ci deve essere ancora trasmessa e che la delibera prevede come presupposto dell’operazione. Tale modifica sembrerebbe rafforzare i poteri del socio privato attraverso l’abbassamento del quorum e l’aumento di poteri di intervento. Mi auguro la maggioranza desista e che la città raccolga l’invito del Comitato No Inc, USB e Terni Valley e partecipi numerosa alla seduta pubblica di oggi alle 16”.

“L’acqua nella Provincia di Terni è pubblica e nessuna azienda del servizio idrico di Terni ha la facoltà di gestire le tariffe che sono di totale competenza dei comuni ed è bene che i cittadini lo sappiano: sono i sindaci che regolano le tariffazioni e che votano eventuali aumenti. Per ciò che concerne Asm – commenta Marianna Formica, segretaria della Filctem Cgil di Terni - come unica organizzazione sindacale, il 27 dicembre 2018 fummo presenti in consiglio comunale fino a tarda serata per scongiurare la possibile vendita delle quote di Asm (si parlava di poter cedere fino al 49%) e di quelle in Umbria Energy (secondo noi azienda strategica), tanto è vero che l’amministrazione comunale, anche grazie alle opposizioni, fece un passo indietro e furono votati degli emendamenti/dispositivi rafforzativi dell’importanza e della strategicità di Asm per il nostro territorio e non solo. Oggi siamo bene a conoscenza delle necessità finanziarie di Asm, più volte comunicateci durante gli incontri sindacali; rivendichiamo però l’importanza della gestione delle attività del servizio idrico che a tutt’oggi risultano ancora parcellizzate, Asm e Aman gestiscono praticamente gli stessi servizi, ma operano con due distinte società, qui la necessità di razionalizzazione, sia per un migliore servizio, sia, soprattutto dal punto di vista sindacale, per delle migliori condizioni dei lavoratori che operano in queste due realtà, ma non con le stesse modalità, c’è necessità di uniformità e di avere un’unica gestione, quindi invitiamo le amministrazioni a portare avanti un percorso che sarebbe più funzionale per tutti. Riteniamo che l’evoluzione societaria del Servizio Idrico di Terni non possa concludersi con la cessione delle quote di Asm, ma che debba vedere il consolidamento della gestione dell’idrico in Asm tramite percorribili percorsi. Auspichiamo infine che la nuova organizzazione societaria permetta la stabilizzazione di alcuni lavoratori della SII che nei mesi scorsi, proprio per incertezze di interpretazione legislativa, non hanno potuto beneficiare del rinnovo del contratto essendo tra l’altro fondamentali per la gestione del front-office”.

“Oggi il consiglio comunale è chiamato a pronunciarsi su una ‘operazione complessa’ che vede rafforzarsi il ruolo di Acea all’interno del Servizio idrico integrato. Forse qualcuno pensa che i consiglieri comunali siano carne da cannone, che possono votare in modo spensierato, senza aver ricevuto la documentazione e gli strumenti tecnici ‘neutrali’ per approfondire tematiche come questa. Noi – commenta Luca Simonetti, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle - nonostante la documentazione parziale sia pervenuta a poche ore dal consiglio, solo su nostra sollecitazione, abbiamo avuto modo di rilevare molte potenziali anomalie e molte contraddizioni, che elencheremo oggi in consiglio. Inoltre, la vendita della partecipazione darebbe una liquidità immediata ad Asm ma è evidente che non sia in alcun modo risolutiva della situazione di squilibrio finanziario nel medio-lungo termine. Non si può supplire ad errori manageriali e di gestione con operazioni di dubbia convenienza economica ed ancor più dubbia legittimità ed opportunità politica”.

“Che vi siano sostanziali profili di dubbia legittimità dell’operazione è, al momento, un’opinione, ma che diventerebbe un fatto, nel caso in cui gli organi competenti dovessero accertarli ed eventualmente imputare al consiglio e a quanti voteranno tale cessione il conseguente danno erariale. Non capisco la fretta, come se qualcuno avesse messo la pistola sul tavolo e acceso il conto alla rovescia, soprattutto in un’operazione che viene fatta passare quasi come filantropica a tempo determinato. Allora, reputando personalmente il sindaco una persona di buon senso, lo esorto a dare a tutti il tempo e le informazioni per capire i pro e i contro di un’operazione che a mio avviso potrebbe essere condotta diversamente. Benché qualcuno si ostini a dire il contrario, Sii è una partecipata pubblica e qui unitariamente insieme dovremmo fare battaglia, contro chi ancora opera come se fosse il padrone dei beni comuni”.

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