"Comune-bancomat": ecco quanto guadagnano (a gennaio) sindaco, vice e assessori

L’attacco dell’opposizione: indennità al massimo consentito. La replica di Melasecche: con tutto il rispetto, ma guadagno meno di un bracciante agricolo. Scontro Lega-Gentiletti sui gettoni per i consiglieri

Altro giro, altra corsa: si torna a parlare dei “famigerati” costi della politica. La miccia l’ha accesa nei giorni scorsi Alessandro Gentiletti (Senso civico) accusando i colleghi della Lega di voler forzare il regolamento comunale per incassare i gettoni per la presenza nelle commissioni consigliari, anche in quelle di cui non si fa parte di diritto. L’opposizione ha preso la palla al balzo e puntato l’indice contro la giunta: basta riduzioni, si sono aumentati le indennità fino ai massimi consentiti per legge. “Con tutto il rispetto – così l’assessore ai lavori pubblici, Enrico Melasecche – ma io guadagno meno di un bracciante agricolo, a fronte di responsabilità enormi”.  

Gettoni e mezzi gettoni

Il funzionamento del gettone di presenza per le commissioni consigliari lo spiega in un post su facebook Michele Rossi (Terni civica). “In questa consiliatura ad essere monogruppo siamo in tre (io per Terni civica in maggioranza, Alessandro Gentiletti per Senso civico e Paolo Angeletti per Terni Immagina in minoranza). Cosa significa essere monogruppo in consiglio comunale? Significa dover seguire personalmente l’istruttoria di ogni punto che viene analizzato, sviscerato e costruito dal lavoro nelle commissioni prima di essere portato in consiglio comunale. La partecipazione all’attività di tutte le commissioni (quella scelta in cui si ha diritto di voto e nelle altre tre) è per ogni consigliere possibile mentre per chi è da solo a fare un gruppo, risulta inevitabile la presenza se costui vuol esercitare correttamente e a pieno il proprio ruolo. Per questo è previsto il rimborso di mezzo gettone di presenza”.

Di cosa si discute?

I rappresentanti della Lega, invece che occuparsi delle questioni rilevanti per la città, hanno monopolizzato la discussione su come aumentare gli stipendi dei propri consiglieri. Il partito di Salvini e Bossi, infatti, si sente discriminato – accusa Gentiletti - perché gli uffici di ragioneria non corrispondono il gettone di presenza (45 euro lorde circa) a tutti i suoi consiglieri quando questi partecipano - senza che ve ne sia necessità per garantire rappresentanza al proprio gruppo - a commissioni di cui non sono membri effettivi. Invocano a loro sostegno il nuovo regolamento che, a differenza del precedente, non preciserebbe che il diritto al compenso è riconosciuto soltanto a chi partecipa - come il sottoscritto e pochi altri - alle commissioni di cui non è membro perché il suo gruppo non ha consiglieri sufficienti per garantire autonomia politica in ogni sede”.

La Lega: fake news

Il consigliere Gentiletti con il suo monogruppo è uno di quelli che recepisce il rimborso più elevato in termini di gettone di presenza. Attraverso fake news e strumentalizzazioni, sta solo cercando di proteggere i suoi privilegi, al contrario dei consiglieri della Lega che (insieme ai colleghi degli altri gruppi consiliari di maggioranza e opposizione) si sono accorti di una anomalia del regolamento in base al quale ai consiglieri dei gruppi più numerosi verrebbero assicurate le stesse prerogative dei consiglieri dei gruppi più piccoli. Ci si è interrogati pertanto sull’opportunità di una riforma del regolamento, non per far percepire ai consiglieri della Lega qualcosa in più, ma al contrario per far risparmiare l’ente. Gentiletti deve aver scambiato il Comune per il suo bancomat personale”.

I soldi della Giunta

indennità_1-2“I gruppi consiliari del Movimento 5 Stelle, del Partito democratico, di Senso civico e di Terni immagina, rendono noto che con la determina 57 dell’8 gennaio 2019 l’amministrazione ha deciso di modificare le decisioni precedentemente assunte e di aumentare fino al massimo consentito dalla legge i compensi per tutti i componenti della giunta. Evidenziano che a causa di ciò, il Comune e quindi i contribuenti dovranno sopportare una spesa di circa 430mila euro annui. Riteniamo giusto portare in evidenza questa decisione non per alimentare le polemiche sciocche delle quali la maggioranza è maestra, ma perché questa decisione ci ha sorpreso. Il sindaco e molti assessori, infatti, continuano a svolgere anche la loro professione, in contemporanea con il loro incarico di governo. Inoltre, non ci sembra che i risultati ottenuti da questa giunta meritino un premio così alto. Il centrodestra in questi primi sette mesi di governo ha oggettivamente aumentato i costi della politica. Lo ha fatto, rispetto al passato, aumentando il numero degli assessori, ben 8, più il sindaco e il vicesindaco. In pratica rispetto al passato il numero degli amministratori è raddoppiato con un importo annuale che per le sole indennità ammonta ad altri 380mila euro. Una cifra spropositata, che non ha nulla a che vedere con l’indennità zero del precedente sindaco e l’indennità dimezzate della precedente giunta. Su una cosa il sindaco e gli assessori hanno sicuramente cambiato passo, sulla pesantezza della loro busta paga”.
La determina in questione impegna la cifra complessiva (lorda) di 35.803,51 euro per le indennità di sindaco, vice ed assessori per il mese di gennaio, così suddivise: 5.466,19 euro al sindaco, 4.099,64 al vicesindaco e 3.279,71 euro per ognuno degli otto assessori.

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Melasecche: ecco la mia busta paga

busta_paga_,melasecche_LI-2“Le indennità previste dalla legge sono state autoridotte da questa giunta fino a dicembre 2018 – dice Melasecche - perché il caos derivante dal commissariamento e dal dissesto suggeriva alla nostra sensibilità una fase di riflessione. Dal nuovo anno, approvato dal consiglio comunale il bilancio ed inviato a Roma, la situazione è indubbiamente più chiara ed anche le responsabilità di chi ha ridotto Terni in queste condizioni. Io sono ampiamente a posto con la mia coscienza, credo che il mio apporto sia assolutamente qualificato e particolarmente intenso: giorno e notte, anche di sabato e di domenica. L’indennità oraria per chi come me lavora per il Comune 15 ore al giorno è inferiore a quella di un bracciante agricolo, con tutto il rispetto per i lavori usuranti. Con responsabilità enormi e i risultati prodotti parlano da soli. Chi raglia alla luna continui pure, i ternani non sono fessi”.

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