Comune di Terni, i teatri di posa del Centro multimediale: “Spreco assurdo. Recuperare il tempo perduto”

Il capogruppo Michele Rossi di Terni Civica ha presentato un’interrogazione di sprone all’amministrazione comunale per rilanciare tali strutture

foto Euromedia

“I teatri di posa e l'intera struttura del Centro Multimediale erano parte di un progetto assai lungimirante perché, anticipava di decenni, una realtà che oggi tocchiamo con mano e non possiamo farne più a meno”. Lo scrive in una nota il capogruppo Michele Rossi rivolgendosi all’amministrazione comunale mediante un’interrogazione. Il consigliere di Terni Civica chiede di valutare la possibilità di poter rimettere mano alla struttura, recuperando il tempo perduto.

"Il mondo dei festival, degli eventi e dell'intrattenimento dovrà completamente stravolgersi; molti organizzatori vedono inevitabilmente saltare date ed impegni già programmati. Alcuni, sempre di più, già stanno pensano alla trasmissione in streaming a pagamento degli eventi e dei concerti che avevano in programmazione, da luoghi chiusi dove poter riallestire produzioni sicuramente più modeste ma soprattutto tecnologicamente attrezzati per le riprese da trasmettere poi digitalmente su piattaforme a pagamento".

“Il Centro multimediale invece da possibile occasione di sviluppo cittadino è ad oggi uno dei più grossi fallimenti delle amministrazioni passate – afferma Rossi - Negli anni ha accumulato milioni di debiti a causa di assurde gestioni, di management inadeguati, di pure distribuzioni di poltrone da parte della politica e altissimi costi di gestione fuori dal mercato. Un assurdo spreco di denaro pubblico. Oggi ci rimangono grandi teatri adibiti a meri magazzini insieme ad uffici della regione sempre vuoti, invece di laboratori di innovazione unici nel contesto italiano, mai così utili come in questo momento storico.

Rimane l'ennesima occasione persa per una città troppo sfortunata riguardo a classe dirigente e lungimiranza. Mi domando, e in tal senso ho presentato apposita interrogazione di sprone all’amministrazione comunale – sottolinea - se esiste la possibilità in qualche modo di recuperare il tempo sprecato individuando soggetti privati in grado di attrezzare quegli spazi, o almeno affittandoli a prezzi molto concorrenziali, nel senso sopra descritto. Se questa amministrazione intende magari, attraverso la creazione di un team interno, gestire tali spazi nell’immediato (e prima possibile) vista l’eccezionale possibilità data dalla situazione, proponendoli al mercato attraverso una vera operazione di marketing".

Un'operazione che porterebbe - con tariffe concorrenziali, scontistiche o con possibili benefit - a rendere i nostri teatri di posa più appetibili e preferibili ad altri. In altre parole - chiosa - capire se l'eccezionalità del momento può dare nuova vita ai nostri teatri di posa.”

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