Comune di Terni, le minoranze chiedono l’intervento del Prefetto: “Modalità da remoto lesiva del mandato attribuito dagli elettori”

I capigruppo di Pd, Movimento Cinque Stelle, Senso Civico e Terni Immagina scrivono al Prefetto Emilio Dario Sensi: “Chiediamo pertanto un intervento volto a ristabilire la normale partecipazione”

foto di repertorio

I capigruppo di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Senso Civico e Terni Immagina hanno inviato una richiesta formale al Prefetto Emilio Dario Sensi volta al ripristino dell’attività in presenza per commissioni e consiglio comunale. Come è noto, a seguito dell’emergenza coronavirus, l’attività è stata dapprima interrotta per poi essere ripristinata mediante sedute da remoto.

“Seppur sia stato doveroso durante la fase del lockdown disporre dalla modalità da remoto prevista dal DCPM disposto dal presidente Conte, oggi la stessa risulta essere a nostro avviso lesiva del mandato attribuito dagli elettori, ai componenti del consiglio comunale” affermano Francesco Filipponi, Federico Pasculli, Alessandro Gentiletti e Paolo Angeletti.

“Una situazione che desta ancor più preoccupazione visto che la prassi di riunire le commissioni ed i consigli da remoto ha accompagnato tutto l'iter di approvazione del bilancio consuntivo. Inoltre nei prossimi giorni costringerà gli eletti a seguire tramite supporto informatico l’iter di approvazione del Documento unico di programmazione e del bilancio preventivo. Va sottolineato che tale modalità ha più volte causato problemi di partecipazione a singoli consiglieri costretti a fare i conti con problemi di connessione o disservizi più o meno gravi.

"Desta curiosità però – sottolineano i firmatari - il fatto che mentre tutta la città lentamente sta recuperando la normalità, i consiglieri comunali vedano ancora ridotto e ridimensionato a causa dell’emergenza Coronavirus il proprio ruolo di controllo istituzionale e l’esercizio delle proprie funzioni. Riteniamo inverosimile che ad oggi non sia stato possibile trovare una soluzione alternativa o un compromesso volto a garantire piena partecipazione degli eletti e dei cittadini alla vita democratica della città. Dubbio che viene rafforzato dal fatto che dalla gestione di tale questione siano state escluse le minoranze.

Ricordiamo che durante le sedute di consiglio da remoto vige l’impossibilità di presentare emendamenti in corso di seduta, l’impossibilità di inserire atti all’ordine del giorno in corso di seduta, oltre che l’impossibilità di confrontarsi tra consiglieri comunali di persona. Chiediamo pertanto – chiosano i capigruppo - un intervento di sua Eccellenza volto a ristabilire prima della votazione del prossimo bilancio, la normale partecipazione degli eletti alle sedute del consiglio comunale e alle commissioni consiliari”.


 

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