Comune di Terni, Alessandrini a Perugia e Melasecche in bilico: si apre la partita sul Risiko del rimpasto

L’attuale assessore alla scuola dovrà essere sostituita con l’ingresso a Palazzo Cesaroni, in rampa di lancio anche il collega ai lavori pubblici. Il sindaco Latini fra quote rosa, risultato elettorale e gli arrembaggi di Fratelli d’Italia

Valeria Alessandrini siederà a Palazzo Cesaroni. Il trasloco da Palazzo Spada è certo, così come è certo che dovrà essere sostituita nella giunta di Leonardo Latini. Sul rimpasto che da qui alle prossime settimane si aprirà, pende però più di un’incognita: se le caselle da sostituire dovranno essere due e se su questi spazi, oltre alle rivendicazioni della Lega, si affacceranno anche gli arrembaggi dei Fratelli d’Italia.

“In questo momento sto pensando a riposarmi un po’”, dice Latini poco dopo aver tagliato il nastro del rinnovato parco delle Grazie a Terni. La necessità di mettere mano alla giunta è però dietro l’angolo. “Guarderemo anzitutto alla professionalità”, dice ancora. Prima di sottolineare la necessità di “salvaguardare” gli equilibri attuali della giunta, tenendo conto che “a Terni la Lega ha preso oltre il 40%”.

Posizione che non cambia nel caso in cui i biglietti per Perugia dovessero essere due. Oltre ad Alessandrini, chi spinge per salire nel capoluogo di regione, in assemblea legislativa e ancora più a Palazzo Donini, è anche Enrico Melasecche. Primo dei non eletti nella Lega, potrebbe fare un doppio salto nel caso in cui passasse la linea dettata dal leader del Carroccio, Matteo Salvini, in base alla quale chi entra in giunta deve dimettersi da consigliere. Idea che ha innescato un vespaio di polemiche con Bori e Paparelli (Pd) che hanno parlato della “tassa dei trombati” riferendosi ai costi maggiori che dovranno essere sostenuti per questa “moltiplicazione” di poltrone.    

E comunque: se Alessandrini e Melasecche dovessero lasciare Terni, lo schema non cambierebbe. Due assessori della Lega in uscita – di cui uno donna – due assessori della Lega in entrata. Di cui, uno donna per rispetto delle quote rosa. Questo sembra essere lo schema del sindaco Latini.

Però. L’ipotesi rimpasto rinfresca i mal di pancia che, qualche mese addietro, colpirono la maggioranza in occasione del rimescolamento che i Fratelli d’Italia criticarono perché “non condiviso” e a seguito del quale arrivarono ad avanzare la richiesta del vicesindaco. Richiesta che venne respinta a fronte però di un impegno. Anzi, due. Assegnare la delega alle partecipate all’attuale assessore al bilancio, Masselli, e fare un check-up agli equilibri di giunta alla luce dei risultati delle elezioni regionali.

Risultati che mandano a doppia cifra il partito di Giorgia Meloni e che dunque potrebbero anche essere contraccambiati con qualche spazio in più dentro alla giunta. A meno che, ma qui la partita si fa più complessa, quegli stessi equilibri non vengano ridefiniti ragionando magari sul nome “buono” per le elezioni suppletive che dovranno indicare il sostituto – o la sostituta – di Donatella Tesei in Senato.

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Fd’I si aspetta comunque una telefonata da Latini. “Magari – dice uno degli esponenti di vertice del partito – non dodici ore prima. E non quando le cose saranno già state decise”.   

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