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“Uffici comunali chiusi, decisione autoritaria del Comune di Terni”, scatta la petizione per farli riaprire

Raccolte 150 firme, Pd e Senso civico in pressing su Palazzo Spada: disservizi per le fasce più deboli, revocare la decisione sugli sportelli di via degli Oleandri e via Puglie

“Una posizione autoritaria assunta dal Comune di Terni che di certo non è di aiuto alla gente della nostra città”. Partito democratico e Senso civico in pressing su Palazzo Spada per riaprire gli uffici comunali di via degli Oleandri e via Puglie chiusi lo scorso primo luglio.

I consiglieri De Angelis, Filipponi (Pd) e Gentiletti (Senso civico) hanno presentato un atto di indirizzo per “ripristinare l’apertura degli uffici comunali ubicati presso la ex circoscrizione Cervino e la prima circoscrizione”. Il documento prende le mosse da una interrogazione presentata lo scorso 27 febbraio che “verteva sulla forte preoccupazione da parte di moltissimi cittadini sulla possibile chiusura delle sezioni territoriali - dopo quelle delle circoscrizioni - che fornivano servizi di carattere demografico (certificazioni, attestati, atti notori) andando al contempo ad alleggerire la sofferenza di uffici comunali quali i Servizi Anagrafici già carenti di organici”.

Nel corso di uno degli ultimi question time, “le risposte dell’assessore Proietti – riepilogano oggi Pd e Senso civico - sono state quelle di non considerazione dell’interrogazione, giustificando la scelta della chiusura delle sedi con affermazioni del tipo ‘i cittadini devono diventare sempre più digitali e lasciare l'era della pietra evolvendosi’, non considerando affatto che la stragrande maggioranza di queste persone non hanno alcuna competenza informatica ed inoltre che moltissimi di loro non possiedono le strumentazioni adatte, per lo più anziani e persone fragili e che con tali azioni si va a colpire fortemente la parte più debole e socialmente più povera della città”.

Da qui la richiesta di “revocare la chiusura degli uffici” oltre che “a recuperare i disservizi che si stanno creando e si verranno a creare inevitabilmente per le fasce più deboli della comunità cittadina”, tenendo in considerazione il fatto che “è stata sottoscritta una petizione di circa 150 cittadini di cui si è raccolta firma e identità, già presentata al protocollo del Comune di Terni” che ora viene invitato a “chiarire in tempi brevi la posizione autoritaria assunta che di certo non è di aiuto alla gente della nostra città”.

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