Consiglio bloccato, le opposizioni contro il sindaco: "Faccia rispettare le regole"

Orsini (Pd): "Indecorosa la vicenda delle incompatibilità". Gentiletti (Sc): "Città in ostaggio della maggioranza, i consiglieri morosi si dimettano"

Valdimiro Orsini (Pd)

Si fa sempre più rovente lo scontro tra maggioranza e opposizione sulla vicenda dei consiglieri comunali morosi. All'attacco del sindaco Latini replicano stizziti dall'opposizione. Il consigliere del Pd, Valdimiro Orsini, che ha tirato fuori per primo il caso delle incompatibilità, chiede il rispetto delle regole mentre il capogruppo di Senso civico, Alessandro Gentiletti, invita i colleghi coinvolti alle dimissioni. 

"Apprendiamo con stupore - scrive Orsini - come per il sindaco di Terni parlare della indecorosa questione delle incompatibilità equivalga ad un veleno. Chiedere il rispetto della legalità vuol dire semplicemente chiedere che le regole valgano per tutti. Tutti noi siamo tenuti al pagamento di tasse, tributi e tariffe, una cosa elementare che vale per i cittadini e per chi li rappresenta. Ma in questi giorni sta emergendo il pensiero autentico di chi si sente sopra le regole, che pensa che pagare le tasse sia roba per comuni mortali. Ora emerge anche che il richiamo alla legalità sia considerato un inquinamento della vita politica perché evidentemente questa è la mentalità di chi ha utilizzato anche in passato queste argomentazioni, con il richiamo alla legalità non perché si creda nell'autentico rispetto delle norme ma perché serve a colpire l'avversario. Per noi invece la legalità è un valore assoluto, non a senso unico. Se nel passato ci sono stati errori nessuno ha mai chiesto di chiudere un occhio ma un sereno accertamento della verità. Ora chiediamo al sindaco, invece di scrivere comunicati e post su Facebook - conclude - di far tornare quanto prima in attività il consiglio comunale al momento sospeso sine die perché la maggioranza non sa affrontare il tema delle incompatibilità e soprattutto della veridicità delle dichiarazioni firmate al momento della accettazione delle candidature e delle cariche."

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"La maggioranza consiliare - rincara la dose Gentiletti - ha deciso di prendere in ostaggio il consiglio comunale per le pendenze tributarie di alcuni suoi consiglieri, dopo neanche un mese di governo l'egoismo di pochi ha già preso il sopravvento sugli interessi dei molti e intanto la città è tutto meno che messa in condizione di vivere tranquillamente. Le commissioni non possono insediarsi perché non si sa se il Consiglio sia legittimo. Non può prendere il via neanche l'attività ordinaria. Ciò impedisce all'amministrazione di provvedere in modo serio ed efficace alle esigenze delle cittadine e dei cittadini che chiedono una sola cosa: che sia mantenuta la promessa di poter vivere tranquillamente. Ancora non conosco i nomi dei consiglieri che sarebbero incompatibili perché morosi ma faccio una richiesta di buon senso. A loro, per i quali è tenuta in ostaggio la vita politica della nostra comunità - conclude - chiedo un gesto di dignità istituzionale: dimettersi, ovvero rinunciare al seggio. Occorre restituire alla città il suo consiglio invece che continuare a tenerlo paralizzato. Occorre ripristinare la sua funzionalita".

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