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Comune di Terni, approvata la revisione ordinaria delle partecipate

Diciannove voti a favore (Lega, Fdi, Fi, Terni Civica, Misto), nove contrari (M5s, Pd, Senso Civico, Terni Immagina) e tre astenuti (Uniti per Terni) l'esito della votazione

Il Consiglio comunale ha approvato nel tardo pomeriggio la revisione ordinaria delle partecipazioni societarie possedute dal comune di Terni al 31 dicembre 2018. Un piano operativo di razionalizzazione preceduto da un’analisi complessiva dell’assetto di tutte le partecipazioni detenute direttamente o indirettamente dall’ente. In adempimento della normativa in materia, dapprima l’ente effettua un controllo sullo stato di attuazione del piano di revisione precedente, poi provvede a un suo aggiornamento.

Il Tusp – Testo unico società partecipate – esplicita la ratio che soggiace alle operazioni di razionalizzazione individuando tre obiettivi: l’efficiente gestione delle partecipazioni, la tutela e la promozione della concorrenza e del mercato, la riduzione della spesa pubblica. A seguito della ricognizione effettuata si evidenzia il mantenimento senza interventi delle quote di partecipazione per Asm, TerniReti, Umbria digitale, Sviluppumbria; mantenimento con azioni di razionalizzazione della società per FarmaciaTerni e Sii; prosecuzione delle procedure di liquidazione per Atc e Atc servizi; per Usi e Isrim Scarl nessuna azione di razionalizzazione in quanto in attesa della conclusione delle procedure fallimentari.

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Partecipazione in consiglio comunale e argomento dibattuto

Un nutrito numero di cittadini ha partecipato alla seduta odierna del consiglio. All’apertura dei lavori si è subito proceduto con un’audizione ristretta alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco Latini ed il presidente Ferranti. Successivamente si è entrati nel nocciolo della questione con le opposizioni sulle barricate. “C'è stata una reazione della città dopo che all'improvviso è saltata fuori questa tematica. Operazioni da 6,5 mln non possono essere fatte all'improvviso con assegnazione diretta, è necessario un bando pubblico. Ci dicano come intendere procedere. Non è chiaro. Si vota al buio” ha sottolineato il capogruppo di Senso Civico Alessandro Gentiletti che poi ha illustrato due emendamenti. La maggioranza ha chiesto una verifica di alcuni minuti per poi tornare in aula. “Il controllo pubblico di una società lo decide la legge. Il tema fondamentale è il seguente: lo statuto di Sii prevede un diritto di veto indiretto. Senza la volontà del socio privato non è possibile fare delle scelte" ha affermato il capogruppo della Lega Bordoni. “Noi facciamo il nostro lavoro, lo facciamo senza cercare scuse e mettendoci la faccia. Questa non è una delibera che ci piace ma siamo costretti ad avere coraggio delle scelte, anche difficili. Ci presentiamo con le mani pulite, ci carichiamo della responsabilità. I gruppi di maggioranza voteranno la proposta di giunta, respingeranno gli emendamenti” poi effettivamente respinti (quattro nello specifico ndr). Numerosi gli interventi dei vari consiglieri: Orsini, Fiorini, Pasculli, Fiorelli, Pasculli, Dominici, Cini, Simonetti, Cecconelli, Angeletti, Tobia, Filipponi e Pincardini.

Movimento cinque stelle on fire

Applausi dei presenti per gli interventi dei consiglieri pentastellati: “Il privato sta decidendo per il consiglio comunale. Questa maggioranza avrebbe tutta la forza per cambiare le regole ma non lo fa, sta seguendo lo schema del passato. La stessa si sta nascondendo dietro la Corte dei Conti, non ha il coraggio delle scelte, di limitare il potere di Acea, invece lo aumenta” ha sottolineato Valentina Pococacio. Sia Comunardo Tobia che Luca Simonetti hanno annunciato dura opposizione: “Il servizio pubblico non può essere delegato ci opporremo con tutte le forze” un passaggio di Tobia al quale va computato quello di Simonetti: “Ed in tutte le sedi per questa delibera che la definiamo una porcata”.

Alessandro Gentiletti post consiglio comunale

“La bocciatura da parte della maggioranza degli emendamenti che avevo presentato insieme alle altre minoranze e che sono stati votati anche dal gruppo Uniti per Terni, dimostrano le reali intenzioni di chi è stato eletto ma non governa. Avevamo chiesto di mettere almeno nero su bianco subito la salvaguardia dei quorum deliberativi previsti dallo Statuto della SII per tutelare le maggioranze pubbliche, i piccoli comuni e la sana dinamica del controllo fra pubblico e privato. Nonostante le dichiarazioni di principio a favore, la maggioranza ha bocciato gli emendamenti, facendo così un torto soprattutto ai comuni più piccoli che chiedono garanzie e alla città”.

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