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Domenica, 23 Giugno 2024
Politica

“San Liberatore, il Comune di Terni deve bloccare il bando di vendita di quei terreni”

La prima interrogazione del gruppo consigliare del Partito democratico: “Potrebbero valere molto di più del prezzo fissato oggi. E possono essere usati per realizzare un deposito di acqua”

Porta la firma del gruppo del Partito democratico ed ha come oggetto la “richiesta di ritiro o di sospensione” in autotutela dell’asta pubblica per l’alienazione di un terreno a San Liberatore la prima interrogazione che arriva all’attenzione dell’assemblea del consiglio comunale di Terni.

A sottoscriverla sono il riconfermato Francesco Filipponi ed i neoeletti Maria Grazia Proietti e Pierluigi Spinelli. Oggetto dell’atto è il bando predisposto dall’amministrazione uscente per la vendita di un terreno di circa 2.700 metri quadrati ad un prezzo base di 12.150 euro.

“Il bando – scrivono i dem - è stato pubblicato in piena campagna elettorale dopo la sospensione del precedente consiglio comunale e scadrà mercoledì 7 giugno”.

La richiesta di ritiro o sospensione deriva dalla constatazione che “sul terreno in questione sono presenti due manufatti relativi al pubblico acquedotto – non oggetto di vendita - che possono potenzialmente essere utilizzati come deposito dell’acqua per le emergenze idriche per le frazioni di San Liberatore e limitrofe, e per Collestatte paese”.

Inoltre, rilevano i consiglieri comunali, quel “terreno comunale è ubicato in una posizione paesaggistica particolarmente di pregio, con vista sulla Valnerina ternana ed all’interno del parco fluviale del Nera” tanto che “può essere naturalmente ed auspicabilmente appetibile anche per attività di tipo turistico-ricettive”.

Da qui la richiesta di “ritirare o sospendere il bando di vendita in autotutela del sindaco stesso e di tutta l’amministrazione” per una serie di motivi tra cui il fatto “tanti anni fa fu individuata quella posizione per la realizzazione del deposito dell’acqua proprio a tutela dei cittadini di San Liberatore, delle frazioni limitrofe, e di Collestatte paese. Pur essendo quella di quest’anno una stagione particolarmente piovosa, siamo purtroppo in una fase storica di emergenze idriche per via dei cambiamenti climatici. È necessario ritirare o sospendere il bando di vendita per valutare meglio se i passaggi di servitù previsti nel bando sono sufficienti, in particolare se non sia il caso di prevedere una ulteriore fascia di almeno tre metri per ciascun lato lungo il percorso dell’acquedotto, nel caso siano necessari in futuro lavori di sostituzione o riparazione dell’acquedotto”.

Il secondo aspetto: “Quel terreno ha attualmente una destinazione urbanistica di zona E1 agricola e zona E5 boschiva. Questa destinazione sta consentendo una vendita del terreno a 4 euro e 50 centesimi al metro quadro, per poco più di 12mila euro. Questo terreno è però in una posizione paesaggistica particolarmente di pregio, con vista sulla Valnerina ternana ed all’interno del parco fluviale del Nera. È necessario ritirare o sospendere l’asta di vendita per approfondire meglio la valutazione economica del terreno, poiché nel caso il vincitore dell’asta volesse in futuro modificare destinazione urbanistica e quindi utilizzo del terreno, ad esempio a fini turistico-ricettivi che è uno dei perni sui quali deve puntare il territorio della ex circoscrizione Valnerina, quel terreno varrebbe molto di più, probabilmente almeno 100mila euro in più. E il Comune di Terni non può permettersi un potenziale ammanco, soprattutto di una cifra così alta”.

“Se sarà attribuito un maggior valore, con quei 100mila euro proponiamo che l’amministrazione comunale completi almeno una delle opere lasciate incompiute a Collestatte paese dalla precedente amministrazione di destra, come ad esempio il palazzo dell’ex sede del comune di Collestatte per il quale non si sa se i fondi rimasti sono sufficienti per un intervento serio di miglioramento sismico visti i cinque anni trascorsi invano nei quali i prezzi delle lavorazioni e dei materiali sono aumentati, o i campetti in località Fontevecchia le cui risorse stanziate dalla giunta Pd di Di Girolamo sono state sottratte nel 2021 dalla giunta di destra di Latini per completare la fontana di piazza Tacito”.

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