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Scuole riaperte per sentenza, la Regione dell’Umbria non ci sta: opposizione e ricorso al Consiglio di Stato

Palazzo Donini contro il provvedimento del Tar che riapre gli asili. E poi la precisazione: nessuno ci ha invitato alla riunione indetta dall’Anci con i sindaci

Sul tira e molla giudiziario per la riapertura dei nidi e delle scuole dell’infanzia si appiccicano le carte bollate della Regione Umbria. Palazzo Donini ha infatti proposto opposizione al Tar dell’Umbria nonché ricorso al Consiglio di Stato contro il provvedimento di sospensiva del Tar regionale di sabato scorso, 13 febbraio, in merito all’ordinanza regionale numero 14 del 6 febbraio, con specifico riferimento alla parte in cui la Regione Umbria sospende “tutti i servizi socio educativi per la prima infanzia fino a 36 mesi pubblici e privati e i servizi educativi delle scuole dell'infanzia, statali e paritarie”.

“La decisione del Tar – precisano comunque da Palazzo Donini - resta efficace fino all’esito dell’opposizione o del ricorso, salvo provvedimenti ordinativi dei sindaci nei rispettivi Comuni”.

E proprio a proposito delle ordinanze dei sindaci che, in ordine sparso sono state assunte nelle ultime ore a seguito del provvedimento del Tar, i vertici della Regione precisano che “all’incontro, a cui erano presenti i sindaci interessati dal provvedimento, indetto da Anci, non hanno partecipato né la presidente della Regione, né esponenti della giunta, né il direttore della Sanità regionale Claudio Dario perché non invitati. La Regione e la sanità regionale – aggiunge Palazzo Donini - restano come sempre a disposizione di tutti i sindaci dell’Umbria per qualsiasi esigenza e supporto di carattere sanitario e nell’ambito delle proprie competenze”.

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