Coronavirus, il punto di Latini: “Distribuite 20mila mascherine ai ternani. Ripartire? Dare i soldi ai sindaci”

Il sindaco di Terni interviene ai microfoni di Radio Cusano Campus: “I numeri dell’epidemia in città non sono catastrofici, merito del comportamento dei ternani.  Serve un’attenzione particolare per i comuni in dissesto”

Leonardo Latini, sindaco di Terni, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Cosa succede in città” condotta da Emanuela Valente su Radio Cusano Campus.

Sulla situazione a Terni. “È chiaro che i cittadini siano abbastanza frastornati, innanzitutto dai timori legati alla diffusione della pandemia, ma anche alle incertezze per un futuro difficile da delineare -ha affermato Latini-. Abbiamo tutta una serie di incombenze sociali, stiamo distribuendo i buoni spesa coi soldi dati dal governo, abbiamo un conto corrente per le donazioni per le emergenze sociali. Abbiamo una serie di situazioni, innanzitutto un tessuto socio-economico molto provato. Il territorio di Terni nel 2016 è stato definito area di crisi industriale complessa. Tutti i comuni soffrono in questo momento, senza un aiuto dal governo centrale non so come faranno ad andare avanti, però noi soffriamo ancora di più proprio per la situazione che dicevo prima. L’emergenza ci riporta molto indietro. Stiamo mettendo in campo una serie di progetti per la ripresa, sveltendo anche delle procedure amministrative per far riaprire al più presto i cantieri per dare lavoro. Certo non è semplicissimo, anche le modalità di lavoro agile tante volte non ci agevolano, però i nostri dipendenti hanno risposto molto bene. Dal punto di vista dell’epidemia a Terni i numeri non sono catastrofici, questo ci conforta. Credo che i numeri contenuti siano dovuti soprattutto al comportamento responsabile dei cittadini. Abbiamo messo l’obbligo di mascherine e guanti all’interno di luoghi chiusi in cui è consentito l’accesso di persone, mascherine o qualcosa che possa schermare mani e bocca”.

Sulle mascherine. “Stiamo messi non benissimo a Terni. Al di là di qualche donazione, abbiamo quelle della protezione civile che stiamo distribuendo, ne abbiamo distribuite 20mila e ora ne abbiamo altre 14mila, si tratta delle famose mascherine swiffer, che comunque assolvono alla loro funzione. Stiamo cercando di trovarne anche altre. Non è una risposta soddisfacente, ma sempre meglio di niente”.

Riguardo le misure messe in campo dal Governo. “In questo momento, per mia formazione culturale, evito ogni forma di polemica. Però chiedo un’attenzione particolare ai comuni. Dovrà esserci, in particolare per i comuni in dissesto come il nostro. Dobbiamo essere messi tutti nelle condizioni per aiutare i nostri cittadini. Il premier Conte ha detto che i sindaci sono le sentinelle delle comunità locali, bisogna mettere le sentinelle nelle condizioni ideali per fare il meglio per i nostri territori. Se ci dessero la possibilità di agire, noi sindaci saremmo in grado di far ripartire molto prima i nostri territori. Le risorse meglio darle prima i sindaci e poi all’Europa”.

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