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“Caso” Css, Asm: in nessun caso è prevista la termovalorizzazione come elemento di chiusura del ciclo dei rifiuti

La nota dell’azienda dopo le polemiche seguite alla riunione della seconda commissione regionale: vogliamo investire in impianti che possano valorizzare la fase del riciclo e diminuire tutto quello che deve andare a smaltimento

“In nessun caso è prevista quindi la termovalorizzazione quale elemento di chiusura del ciclo dei rifiuti”.

“Caso” Css, Asm Terni fa chiarezza attraverso una nota diffusa dall’azienda “in riferimento alle notizie apparse di recente in merito al bando per la ricerca di un partner strategico” ma più in particolare relativamente a quanto emerso a seguito della seconda commissione del consiglio regionale, durante la quale un dirigente della municipalizzata, ingegner Leonardo Carloni, ha fatto riferimento alla possibilità che presso l’inceneritore Acea di Terni vengano bruciate “sette o ottomila tonnellate l’anno” di Css.

“Non sono previste politiche di investimenti impiantistici legate alla valorizzazione energetica del rifiuto urbano residuale – spiega Asm - in tutto il territorio oggetto di procedura di infrazione europea, attivata in ragione dei superamenti dei limiti di legge previsti per la qualità dell’aria”.

Al contrario, l’azienda rivendica le principali azioni che vengono messe in campo in tema ambientale. Asm parla dunque di “attuazione della fase di sperimentazione e nel 2021 attivazione del servizio di tariffa puntuale finalizzato alla revisione dell’intero processo di tariffazione del servizio verso i cittadini” del “revamping della piattaforma (selezione e trasferenza) di Maratta-polo impiantistico per massimizzare i quantitativi riciclabili, ridurre le quantità destinate allo smaltimento e minimizzare i costi di gestione”, della “realizzazione di un nuovo polo impiantistico per potenziare la fase del riciclo dei materiali della selezione degli imballaggi multimateriale (plastica e carta) al fine di abbattere le impurità e massimizzare i ricavi da vendita” del “riassetto nella gestione e proprietà di GreenAsm” della “valutazione di eventuali collaborazioni e sinergie tecniche e commerciali con operatori del settore, anche in eventuale logica di co-investimento per lo sviluppo degli impianti”.

Le scelte aziendali puntano dunque a “investire in impianti che possano valorizzare la fase del riciclo dei materiali raccolti in maniera differenziata nonché la diminuzione di tutto quello che deve andare a smaltimento”.

Linee di sviluppo che “costituiscono una discriminante non derogabile nella scelta” del partner industriale di cui Asm si è messa alla ricerca: “Chi vuole quindi diventare partner di Asm Terni – spiega l’azienda - deve accettare queste linee strategiche”.

“Si auspica che, in un momento così delicato ed importante, con una selezione pubblica in corso volta a gettare le basi per il rilancio, per lo sviluppo, per la possibilità di nuovi investimenti nella green economy, nonché per creare nuova occupazione – si chiude la nota - non si vogliano generare polemiche pretestuose che gettando discredito sull’Azienda produrrebbero solo danni ad un bene di tutta la comunità”.

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