Il Centro studi Malfatti scrive a sindaco e giunta: ecco le emergenze di Terni

Paserella Telfer, ex lanificio Gruber e museo delle armi leggere: così possiamo incrementare l’offerta culturale della nostra città

La passerella Telfer a Papigno

Pubblichiamo in forma integrale la lettera che il vicepresidente vicario del Centro Studi Malfatti, Sergio Dotto, ha indirizzato alla nuova amministrazione comunale.

Carissimo Sindaco,

nell’augurarle innanzitutto un proficuo e soddisfacente lavoro, ci preme, coerentemente con la missione del nostro centro studi, sottoporre alla sua attenzione, e di tutta la Giunta, alcuni elementi di particolare valore e delicatezza nel contesto del patrimonio culturale del territorio comunale.

Seguendo un ordine che riteniamo di priorità, ci preme evidenziare il particolare valore architettonico e di contestualizzazione paesaggistica di:

Passerella Telfer del sito industriale dismesso dell’ex elettrochimico di Papigno, che le precedenti amministrazioni avevano deliberato di demolire.  Il manufatto riveste un particolarissimo valore in quanto rappresenta un momento fondamentale nell’evoluzione tecnica degli impianti dello stabilimento elettrochimico di Papigno. Il manufatto assolveva molteplici funzioni, tra cui quella di consentire l’attraversamento della strada regionale 209 della Valnerina e il corso del fiume Nera ad una serie di conduttore, tra cui quella di aspirazione dell’aria, effettuata sulla collina nei pressi di Villa Graziani, era inviata alla sala Claude per ottenere il frazionamento dell’aria necessario alla produzione di azoto e ossigeno, utilizzati anche dalle Acciaierie di Terni. Sul ponte metallico transitava anche la calciocianamide, un concime minerale ottenuto dalla frantumazione della cianamide sottoposta prima ad azotazione e successivamente a macinazione, che era trasferita mediante trasportatori meccanici nel grande magazzino sulla sponda destra del Nera, capace di contenere ben 85.000 tonnellate di prodotto. La salvaguardia della Telfer è fondamentale per consentire di preservare la continuità organica del sito industriale, per consegnare alle future generazioni quanto resta di preziose strutture e macchinari dello stabilimento che l’UNESCO annovera tra maggiori al mondo. In proposito ricordiamo che al momento è pendente presso il Consiglio di Stato un ricorso contro la decisione del Consiglio dei ministri, che nella seduta del 23 novembre 2015, ha deliberato di prendere atto dell’avvenuto superamento del dissenso, in merito alla richiesta di smontaggio della passerella metallica Telfer, proposta dal Comune di Terni. Ricordiamo infine che il 21 settembre del 2015, previa richiesta presentata dalla nostra associazione, il ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo aveva notificato la dichiarazione di interesse culturale dell’immobile denominato “Ex stabilimento elettrochimico, magazzini e fabbricati destinati al ciclo produttivo del carburo di calcio, passerella Telfer per il trasporto di cianamide e annessi”;

Area ex Lanificio Gruber, entro la cui area si trova anche il bellissimo bastione terminale del Canale Nerino, con le sue derivazioni idrauliche ed un complesso sistema di opere sotterranee, oltre ai grandi edifici residui dell’ex Lanificio. In questo caso, data anche la situazione di saturazione degli spazi a disposizione presso l’Archivio di Stato, nel febbraio 2013 abbiamo proposto alla precedente amministrazione di progettare in quell’area la sede della conservatoria provinciale degli archivi aziendali, tuttavia il sito sembrerebbe purtroppo destinato all’ennesima becera speculazione edilizia mascherata da generica opera di utilità sociale, che contribuirebbe a distruggere una ulteriore porzione del superstite patrimonio di archeologia industriale.

Museo Internazionale delle armi leggere, previsto all’interno del Polo di Mantenimento Armi Leggere di Terni. Questo progetto dopo 25 anni dall’annuncio della sua realizzazione ha visto più di qualche anomala inaugurazione e nessuna partenza seria, in quanto dopo alterne vicende e dubbie vicissitudini di finanziamenti destinati alla sua realizzazione, ad oggi vede una struttura che potrebbe entrare a pieno titolo nella sua fase operativa, in un contesto di museo fabbrica altamente competitivo per la ricchezza del patrimonio espositivo disponibile, ma di fatto è un contenitore chiuso al pubblico, che si apre solo pochissimi giorni all’anno, previa prenotazione o in occasione di eventi eccezionali.

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Il salvataggio e la valorizzazione, vera, di questi siti può contribuire in modo significativo ad implementare, diversificandola, l’offerta culturale e paesaggistica che ha già dato ottimi risultati nella gestione dell’area paesaggistica della Cascata delle Marmore.

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